IL COMANDO NAZIONALE


N. 2 - AI popolo della rivolta e del martiri! Agli eroi del sassi e delle molotov! Per aumentare il livello della rivolta che ha sconfitto la politica della violenza, del bastone, dell'oppressione, la politica degli arresti, dell'assedio del campi, della deportazione! Per aggregare le nostre forze sotto la guida dell'OLP, l'unico e legittimo rappresentante del nostro popolo. Il Comando nazionale della rivolta chiede a tutte le forze nazionali ed ai diversi comitati di mobilitarsi per aumentare il tono della rivolta, proclamando il giorno di lunedì 11 gennaio, fino alla notte di mercoledì 13, giorni di sciopero nazionale, con l'indicazione di scendere nelle strade per sconfiggere l'occupante. Il Comando inoltre proclama il giorno 15/1 giorno di preghiera nelle moschee per l'anima del caduti, con funerali esemplari e manifestazioni con lo slogan unificato: "Con il nostro sangue e con la nostra vita, salviamo la Palestina". Con i vostri sassi obbligherete gli occupanti, "nuovi fascisti", ad arrendersi alla cruda verità della loro incapacità a sedare la rivolta.

A tutte le categorie del nostro popolo, e specialmente agli operai che con le loro mani stanche stanno costruendo il nostro sogno, ai commercianti, ai contadini, chiediamo di continuare la Rivolta Santa PER GARANTIRE:

  1. il fallimento della politica del pugno di ferro;

  2. il ritiro dell'esercito dalle città, dai campi e dai villaggi;

  3. la liberazione di tutti gli arrestati e la cancellazione di tutti gli ordini di deportazione;

  4. la cacciata del massacratore Sharon dalla città vecchia di Gerusalemme;

  5. il blocco della politica di espropriazione delle nostre terre;

  6. la piena agibilità delle nostre strutture politiche e sindacali. Bloccate le strade davanti alle forze dell'occupante. Accendete i pneumatici e fate cadere i sassi sopra la testa del soldati! Alzate la bandiera nazionale sopra le moschee, le chiese, le case e ovunque!

Chiarite, una volta per tutte, che la nostra rivolta continuerà fino alla liberazione di tutta la Palestina e fino alla costruzione del nostro Stato con Gerusalemme capitale.

N.B. Ai medici ed ai farmacisti chiediamo di essere sempre pronti per intervenire in caso di emergenza quando ve ne sarà necessità. Ai farmacisti chiediamo di essere pronti ad aprire le farmacie e ai medici di mettere il segno di riconoscimento del medici ben chiaro sopra la propria macchina per non diventare un bersaglio nei giorni dello sciopero generale. 10.1.1988

N. 4 - A tutto il nostro popolo che sta scrivendo con il suo sangue la storia della liberazione e il futuro della Palestina, fronteggiando l'esercito israeliano malgrado il suo addestramento e malgrado le forniture d'armi che esso riceve dagli USA e da diversi paesi imperialisti.

Dovete sapere che con la nostra rivolta assicuriamo che, fino a quando c'è un polso nel braccio di un bambino palestinese, la nostra causa rimarrà viva.

Noi non ci arrendiamo. La nostra rivolta deve continuare. Tutti insieme, operai, contadini, studenti e commercianti dobbiamo combattere con tutti i mezzi per far capire a tutto il mondo che il popolo della rivolta sta sacrificandosi per la sua patria e i suoi legittimi diritti nazionali e non accetta nessuna "alternativa": né il re Hussein di Giordania, né altri, perché il nostro popolo non accetta altri rappresentanti che i suoi.

Diciamo anche che i sionisti non sono più forti degli USA e che il nostro popolo non è più debole del popolo vietnamita. I nostri 26 campi profughi puliscono con il fumo del pneumatici la sporca faccia del governatori arabi.

Abbiamo conquistato la solidarietà di tutti gli uomini liberi nel mondo. Siamo persino riusciti a far perdere la calma, davanti ai giornalisti stranieri, ai Rabin, ai Peres, a Shamir. Alle nostre periferie ed ai nostri villaggi chiediamo di bloccare le strade degli insediamenti, per significare che noi non abbiamo dimenticato la nostra terra e la necessità di liberarla dagli stranieri.

Per far continuare la nostra rivolta, per vendicare il sangue del nostri martiri, per il futuro del nostri bimbi, per liberare la nostra terra e per raccogliere i frutti di questa rivolta, facciamo appello a:

  1. sfruttare tutte le possibilità per lavorare nelle terre coltivate da noi, per assicurare la produzione necessaria alle famiglie e per non essere costretti a comprare i prodotti del nemico;

  2. lavorare per arrivare armassimo della solidarietà per assicurare i mezzi di nutrimento per i nostri campi assediati e per le famiglie colpite;

  3. affiggere le foto del nostri martiri nei luoghi in cui sono stati uccisi e dentro i luoghi pubblici;

  4. organizzare comitati di commercianti per non pagare le tasse agli occupanti;

  5. proclamiamo i giorni 24 e 25 gennaio giorni di sciopero generale in tutto il territorio di Cisgiordania e Gaza e specialmente il giorno 25/1 chiediamo alla gente di restare dentro le case e di non uscire se non in caso di necessità. Rimarranno fermi i mezzi di trasporto sia pubblici che privati.

Avanti con questa unità, e mettiamo per il momento da parte le differenze ideologiche per costruire il futuro della nostra Patria!

21.1.1988