Gli Stati Uniti hanno preteso, e ottenuto, dal Consiglio di sicurezza dell’Onu l’impunità dei propri militari impegnati dappertutto nel mondo in missioni di guerra. Il tribunale penale internazionale non potrà perseguirli. Per ora, per un anno, ma poiché l’anno è rinnovabile e gli Usa sono gli Usa, è più che prevedibile che l’immunità sarà infinita. E guai a chi la violerà: "Se il Tribunale si azzardasse mai ad arrestare un americano, ci saranno serie conseguenze. Nessuno sottovaluti il nostro impegno nel proteggere i nostri cittadini", ha minacciato il senatore Helms.
Tuoni e fulmini, pardon: qualche sordo brontolìo da parte europea (la stessa "parte" che ha ideato questa buffonata del Tribunale internazionale, concepito fondamentalmente per dare una parvenza di legalità alle guerre neo-coloniali dell’Occidente con la messa in stato di accusa dei Milosevic, dei Saddam, etc.). Sottovoce: " ma così gli americani si mettono al di sopra della legge, al di sopra del diritto internazionale, al di sopra dei tribunali internazionali…".
Ipocrisia infinita, quella degli europei! Essi "dimenticano" che il diritto internazionale è nato a Tordesillas (Europa) nel 1494 con il trattato tra Spagna e Portogallo, i due stati più potenti (europei) dell’epoca. Con esso i due regni, con la ovvia benedizione del papato, si dividevano equamente le terre "scoperte" e quelle "da scoprire"(!) del mondo intero."Dimenticano" che da allora il diritto internazionale altro non è stato se non il diritto degli stati più forti, degli stati colonialisti e imperialisti a fare ogni uso della loro forza ai danni dei paesi più deboli, dei paesi vinti e dei popoli di colore. Per dirne una: dinanzi al tribunale per crimini di guerra di Norimberga furono forse convocati coloro che rasero al suolo Dresda, che incenerirono in un attimo centinaia di migliaia di vite giapponesi, che demolirono con i bombardamenti a tappeto mezza Foggia, o i bravissimi cittadini francesi che massacrarono nel ’45 decine di migliaia di algerini insorti? Giammai. Sacrilega la sola idea. Costoro appartenevano alle potenze democratiche vincitrici che la legge, il diritto, i tribunali avevano il potere di farli, non certo l’obbligo di subirli.
Il diritto internazionale (quel diritto "pazientemente elaborato nel corso dei secoli" per regolare "l’uso della forza nell’ambito di Stati territoriali" di cui parla con affetto R. Falk su la rivista del manifesto di settembre 2002) non è e non può essere altro che il diritto dei massimi gangster capitalistici ad esercitare impunemente il proprio gangsterismo. Sia lode a Bush e Rumsfield, allora, che almeno queste verità non le occultano, ma le rivendicano apertamente.