Dove va l’Italia?
"Nelle case italiane più cani e gatti che bambini"
Riprendiamo il titolo e la notizia da la Repubblica del 22 dicembre:
"Nelle case italiane ci sono 14,5 milioni di gatti e di cani contro 8,7 milioni di bambini da zero a quindici anni". Costo del mantenimento dei cani e dei gatti domestici: 4,751 miliardi di euro!
L’articolo riporta la spiegazione degli "incredibili" dati fornita da due studiose.
"Il problema non sono tanto gli animali, quanto la mancanza di altre relazioni. C’è una voglia di tenerezza e di attaccamento che gli animali in parte surrogano in parte integrano. Di certo sono meno esigenti dei figli, chiedono meno reciprocità e finiscono per essere un investimento affettivo meno costoso" (Chiara Saraceno).
"Il vantaggio è che gli animali si possono programmare, i figli meno. Al cane si può dare da mangiare a orari stabiliti, quando lo decide il padrone. Può essere anche un’affettività molto intensa ma in una relazione senza parità. Il ‘padrone’ – e già il termine spiega tutto – dà quel che ritiene giusto dare senza sentirsi in debito" (Silvia Vegetti Finzi).
Povertà di relazioni, paura delle richieste affettive dei bambini, inclinazione a vivere relazioni poco esigenti, a buttarsi in relazioni che costano poco in affetto e molto in moneta, riluttanza a stabilire rapporti di parità senza padroni e senza servi, nei quali non ci sia un debito-credito...
Ma che razza di società è questa?
Nell’intervista riportata, Silvia Vegetti Finzi accenna anche a quella che, per noi, è la causa prima che spegne in tal modo gli esseri umani: "È una questione di tempi. Il ‘tempo sociale’ [sarebbe meglio dire: il tempo del lavoro così com’è nella società capitalistica, n.] domina ormai il ‘tempo della vita’. Un tempo quest’ultimo difficilmente ascrivibile nelle maglie strettissime della nostra società."
Già, il tempo del lavoro, l’alienazione del lavoro, lo sfruttamento del lavoro salariato... la mano tenebrosa che dalla fabbrica avviluppa tutta la società, tutti gli individui.
Incredibile! Ancora tu, "vecchio" attualissimo Marx!