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Che fare n.80 maggio - ottobre 2014

L'intervento in Ucraina dei paesi europei e degli Usa è un'aggressione ai lavoratori dell'Ucraina!

 I mezzi di informazione democratici affermano che in Ucraina ci sarebbe stata un'insurrezione popolare e che la Russia starebbe manovrando per imporre sul paese il suo pugno di ferro.

No, a Kiev non c'è stata alcuna insurrezione popolare! A prendere il potere è stata, in realtà, un'alleanza di gruppi politici e milizie para-militari sovvenzionata e cullata dall'Occidente. La dirigono finanzieri ligi alla dottrina del Fondo Monetario Internazionale e politici alfieri dei gruppi ucraini di estrema destra della seconda guerra mondiale, quelli che collaborarono con la Germania nazista sulla pelle degli operai e dei contadini poveri dell'Ucraina (russi, ucraini, ebrei e polacchi).

Le falsità raccontate dai mezzi di informazione democratici sui fatti di Ucraina servono per giustificare agli occhi dei lavoratori d'Italia e d'Occidente l'intervento neo-coloniale in Ucraina dell'Ue e degli Usa.

Già altre due volte, in passato, le potenze capitalistiche d'Occidente tentarono di mettere le mani sulle risorse e sulla manodopera dell'Ucraina, all'indomani della prima guerra mondiale e poi durante la seconda guerra mondiale. I loro piani colonialisti fallirono perché gli operai e i contadini poveri sperimentarono il destino di sofferenze, umiliazioni e oppressione che sarebbe stato loro riservato dalle potenze occidentali e dai loro burattini locali (di cui una fetta degli attuali governanti di Kiev si considera erede!) e li cacciarono con una lotta determinata e unitaria. Oggi gli Usa e l'Ue ritentano il colpo.

I piani degli Usa e dell'Ue non sono identici. La Ue vorrebbe acquisire il controllo dell'economia e della manodopera dell'Ucraina mantenendo l'unità del paese, magari in condominio con la trama di affari capitalistici gestita da Putin e dai proprietari ucraini dei complessi industriali dell'Ucraina orientale. Gli Usa vogliono frantumare il paese, piazzando un cuneo nelle (per Washington pericolose) pimpanti relazioni di affari euro-asiatiche tra la Germania, la Russia e la Cina. Nell'uno e nell'altro caso, ai lavoratori dell'Ucraina è riservato una cura a base di licenziamenti, di aumento dello sfruttamento, di accresciuta concorrenza al ribasso con i lavoratori dell'Ue, della Russia e dell'Estremo Oriente.

Ecco la libertà che l'Occidente sta cercando di portare in Ucraina! La libertà di sfruttare a proprio piacimento la manodopera del paese e di saccheggiarne le ricchezze minerarie locali (ferro, carbone, terre fertilissime)! La libertà di spingere alla prostituzione le donne ucraine! La libertà di impiantare in Ucraina gli avamposti per dispiegare la conquista imperialista dell'Est più in là del Don, verso le centinaia di milioni di proletari della Russia e della Cina!

I nuovi governanti installatisi a Kiev inneggiano all'Ucraina indipendente e libera, ed in realtà sono rotelline nelle mani del trita-carne occidentale. Ne stanno avendo sentore, dopo le prime misure sull'economia e sull'ordine pubblico varate dal governo Atseniuk, gli stessi lavoratori che, soprattutto nell'Ucraina occidentale, avevano creduto e credono di poter costruire un futuro migliore affidandosi ai piani e alle promesse di Bruxelles.

I lavoratori dell'Ucraina non possono difendersi dall'aggressione occidentale contando sulla Russia di Putin e sui gruppi dirigenti ucraini filo-russi. È vero che questa prospettiva, a breve termine, potrebbe garantire un minore arretramento nelle condizioni di vita e di lavoro dei proletari dell'Ucraina. Anche questa prospettiva, però, pur se per una via diversa, espone i lavoratori dell'Ucraina alle divisioni reciproche e li mette in concorrenza con i lavoratori degli altri paesi. Putin e Yanukovitch sono, inoltre, nemici dello sviluppo dell'unica arma che, come insegna l'esperienza storica passata, può alzare un argine contro la valanga occidentale: la lotta di classe dei lavoratori russi e ucraini, fraternamente uniti gli uni agli altri e proiettati a costruire un fronte di lotta internazionale con gli sfruttati degli altri paesi, con chi è preso alla gola dalla stessa mano brigantesca imperialista e ha, per questo, interesse a trasformare la concorrenza tra lavoratori indotta dalle multinazionali e dalla finanza occidentale (come anche dalle borghesie dei paesi emergenti) in una lotta internazionale per unificare al rialzo le condizioni di lavoro nei vari paesi e continenti.

L'aggressione occidentale all'Ucraina è rivolta anche contro i lavoratori dell'Unione Europea, europei ed immigrati. La maggiore ricattabilità a cui si vuole costringere i lavoratori dell'Ucraina sarà utilizzata come arma (involontaria) di ricatto contro i lavoratori dell'Europa occidentale e degli altri paesi dell'Est.

Nessuna indifferenza, dunque, verso il nuovo crimine che l'Occidente democratico (dopo le missioni civilizzatrici contro la Jugoslavia, l'Iraq e la Libia) sta compiendo contro l'Ucraina! Nessuna indifferenza ma sostegno incondizionato a ogni tentativo dei proletari dell'Ucraina, a Kiev, a Donetz, a Simferopoli, di sbarrare la strada alla conquista del loro paese, delle loro vite da parte dei predoni democratici!

Che fare n.80 maggio 2014 - ottobre 2014

    ORGANIZZAZIONE COMUNISTA INTERNAZIONALISTA


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