6 marzo 2026
Contro l’aggressione di Usa, Israele ed Europa
all’Iran e a tutto il Medioriente
I governi occidentali, la grande stampa e le televisioni dicono che i bombardamenti statunitensi e israeliani contro l’Iran servono a dare la libertà al popolo iraniano (in particolare alle donne) e ad assicurare la pace nella regione mediorientale e in tutto il mondo. Sono tutte colossali menzogne!
I veri motivi per cui Washington e Tel Aviv (e alla loro coda l’Europa) stanno aggredendo l’Iran sono completamente diversi e sono la logica prosecuzione dell’aggressione (mai terminata) contro Gaza e contro il popolo palestinese. Le bombe contro Teheran mirano:
a punire ferocemente un popolo, quello iraniano, che con la rivoluzione del 1979 rovesciò il sanguinario regime dello Shah Reza Pahlavi (autentico cane da guardia degli interessi statunitensi ed europei nella regione mediorientale) e lanciò un potente segnale di rivolta antimperialista a tutte le masse lavoratrici della regione;
a far fuori o a piegare ai propri diktat la dirigenza khomeinista, “colpevole” agli occhi dei capitalisti occidentali di utilizzare le risorse naturali e umane dell’Iran per sostenere uno sviluppo capitalistico del Paese non totalmente asservito alle esigenze delle Borse e della finanza occidentale;
a terrorizzare tutte le masse lavoratrici del Medioriente e a ostacolare i loro tentativi di organizzare una lotta comune contro il dominio neocoloniale degli Usa e dell’intero Occidente su tutta l’area;
a promuovere un altro passo verso l’accerchiamento e il soffocamento della Cina capitalista (impedendo innanzitutto che Pechino possa continuare a rifornirsi di petrolio iraniano) e verso la preparazione dell’aggressione che gli Usa e l’intero Occidente stanno da tempo architettando contro Pechino e contro gli sfruttati cinesi e asiatici.
Ma la guerra contro l’Iran è rivolta anche contro i lavoratori d’Occidente. Sia contro quelli autoctoni che contro quelli immigrati. Per due fondamentali motivi:
la storia degli ultimi quaranta anni dimostra che, dopo ogni aggressione contro i popoli del Sud del mondo, i “nostri” padroni e i “nostri” governi sono diventati più aggressivi e più arroganti anche qui, in “casa nostra”. Ogni colpo sferrato contro gli sfruttati mediorientali (dall’Iraq all’Afghanistan, dalla Siria alla Libia, dalla Palestina allo Yemen) è stato poi accompagnato da un giro di vite autoritario (sia pure molto differenziato) contro il mondo del lavoro salariato d’Occidente;
le guerre contro l’Iran e contro il popolo palestinese, insieme ai piani di riarmo europei e alla propaganda islamofobica che le accompagnano e le sostengono, mirano a ridurre i proletari d’Occidente e le loro future generazioni a carne da macello da scagliare in una guerra senza quartiere contro gli sfruttati asiatici e africani nel nome del profitto, del dollaro, dell’euro e della salvaguardia di un sistema sociale, quello capitalistico, marcio dalla testa ai piedi, come emerge anche dal caso Epstein (a proposito di liberazione della donna…).
Il reale interesse dei lavoratori d’Occidente (immigrati e autoctoni) è quello di respingere la propaganda ufficiale, di guardare con simpatia e appoggiare la resistenza del popolo iraniano comunque essa si esprima, di schierarsi apertamente sia contro i bombardamenti sull’Iran, sia contro le sanzioni occidentali all’Iran che mirano ad affamare gli sfruttati iraniani per piegarne la capacità di lotta e di resistenza.
ORGANIZZAZIONE COMUNISTA INTERNAZIONALISTA