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Proletari |
che fare |
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Giornale dell'Organizzazione Comunista Internazionalista |
Aggiornamento: 10 ottobre 2008 |
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che fare n.69 e supplemento post-elezioni
È nata la terza repubblica: più che mai contro i lavoratori
"Ma quale governo Robin Hood!": un nostro volantino contro il governo Berlusconi - Bossi - Fini "Chi sono i colpevoli?": un nostro manifesto (formato pdf)
Reagire all'offensiva razzista con una lotta unitaria dei lavoratori immigrati e italiani |
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Dalla seconda alla terza repubblica: per i lavoratori, di male in peggio È uscito il n. 69 del "che fare"
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L' Italia dalla seconda L'Italie de la deuxième à la troisième république. Pour les travailleurs cela va de mal en pis La situazione politica italiana è in nervosa agitazione e non promette niente di buono per i lavoratori. I ds si sciolgono nel nascente partito democratico. I cespugli centristi della maggioranza, Di Pietro e Dini in testa, tramano con il centro-destra. Pur se la costituzione di un partito unico delle Libertà arranca, vanno avanti le prove di mobilitazione di piazza delle destre, ultima quella di sabato 13 ottobre di An a Roma. Non accenna, poi, a placarsi lo scompiglio provocato sul e nel “palazzo” dalla campagna dei grandi mezzi di informazione contro la “casta”... Cosa sta succedendo? (continua)
Sommario del che fare n. 68
"Assaggi" del passaggio dalla seconda alla terza repubblica: pagina con testi sulla Fiat Mirafiori, sui morti alla ThyssenKrupp e sulla repressione.
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È uscito il supplemento al n.68 del Che fare: Contro il razzismo di stato, Contro l’immonda campagna anti-romeni, anti-rom e anti-immigrati del governo Prodi, della “grande stampa” e della destra Altri testi e volantini ( Against State racism Împotriva rasismului de stat) Con i lavoratori del Bangladesh in lotta Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'appello per la convocazione di un'assemblea contro il razzismo a Milano Contro l'attentato alla moschea di via Quaranta a Milano (il nostro comunicato) Iran e Medioriente al centro del mirino imperialista Nostri articoli dal n.67 e dal n.68 del Che fare Un attacco devastante all'Iran appare vicino. Da noi, però, si continua a dormire. Palestina e Libano: L'Italia è dalla parte dei carnefici, israeliani e arabi. Le ragioni dell'aggressione israeliana del Libano Che magnifica lotta operaia in Egitto! La missione militare italiana in Libano è una missione neo-colonialista |
| Con Sarkozy la Francia va ancora
più
a destra. E i suoi lavoratori?
Le elezioni non decidono nulla di realmente rilevante che
non sia stato già deciso nelle "alte sfere", ma sono sempre una cartina di
tornasole degli umori politici di un paese. Questo vale anche per le
recenti elezioni francesi , che si pongono davanti ad un dato di fatto (no
solo francese) a tutta prima davvero strano, che riguarda molto da
vicino l'Italia, poichè per l'essenziale il caso della Francia è anche
quello dell'Italia, e degli altri paesi europei. (continua)
Alcuni nostri
interventi precedenti sui movimenti in
Francia
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Pubblichiamo in inglese un articolo su una grande manifestazione sindacale svoltasi in Slovenia per innalzare i salari. |
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Biocombustibili
o necrocombustibili?
L'amministrazione Bush sostiene che il suo programma sui biocarburanti è finalizzato ad affrontare due problemi: la crisi ecologica innescata dal riscaldamento globale e l'esaurimento delle risorse energetiche non rinnovabili. Si tratta di vere emergenze, il cui aggravamento sta mostrando quanto il destino dell'umanità lavoratrice sia legato a quello della Terra. Non sono queste, però, le preoccupazioni al centro del programma sui bio-combustibili di Bush. Ce lo spiegano i due documenti di Frei Betto e di Vandana Shiva che pubblichiamo. Essi ci raccontano perché la promessa rivoluzione "verde" è, in realtà, un'offensiva nera a tutto tondo. (continua) |
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RESPINGIAMO L’ACCORDO DEL 23 LUGLIO! RITORNIAMO NELLE PIAZZE CONTRO IL PADRONATO E CONTRO IL GOVERNO! In questi giorni i lavoratori sono chiamati a dare un giudizio sull’accordo siglato il 23 luglio tra il governo Prodi e le segreterie di Cgil-Cisl e Uil, chiamato “protocollo d’intesa su previdenza, lavoro e competitività”. I dirigenti sindacali chiedono di votare a favore perché secondo loro si tratta di un accordo “a prendere”. Per noi, invece, è un accordo a perdere, da bocciare seccamente e contro cui reagire... (continua) |
Mahalla al-Kubra Che magnifica
lotta operaia in Egitto! Chi ci conosce, sa bene quale "fideistica" fiducia riponiamo nella classe operaia per la ragione, che nulla ha da vedere con il "credo quia absurdum" medioevale, della sua collocazione nella divisione sociale del lavoro propria della societ? capitalistica. Perch? ? la classe che tutto produce, e che ? espropriata delle condizioni e dei frutti della propria produzione, che... (continua) La cronaca della lotta e l'inquadramento di essa nella situazione sindacale dell'Egitto in due articoli pubblicati su Middle East Report on line: La cronaca della lotta di Mahalla al-Kubra pubblicata su il manifesto |
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Contro Prodi. Contro Bush. Contro l'imperialismo. Il testo diffuso dalla nostra organizzazione al contro-vertice di Rostock: in
italiano, in
inglese, in
tedesco
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L’ATTENTATO INCENDIARIO ALL’ABITAZIONE DEL SINDACALISTA JOSEF DIOLE DELL’ORTOMERCATO DI MILANO È UN MESSAGGIO CONTRO TUTTI I LAVORATORI !
Nella notte tra domenica e lunedì è stato effettuato un attentato incendiario all’abitazione del militante sindacale dell’Ortomercato di Milano Josef Diole (continua)
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Nordamerica e Italia: due infami aggressioni al sindacalismo militante Due episodi lontani nello spazio ma connessi da uno stesso filo: quello...(continua) |
Contro il razzismo, unità di classe tra i lavoratori occidentali, i lavoratori immigrati in Occidente e i lavoratori del Sud e dell'Est del mondo! |
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È uscito il n. 67 del Che fare
alla mobilitazione e alla lotta contro il padronato e contro il governo Prodi
Il pressing dei poteri forti internazionali e nazionali sul governo Prodi si sta facendo furioso. Pretendono che affondi subito i suoi colpi in fatto di produttività del lavoro, di pensioni, di liberalizzazioni. Pretendono una più attiva partecipazione dell’Italia alla “guerra infinita” contro i popoli dominati (vedi Vicenza). Il governo Prodi farà tutto ciò che gli è possibile per non deluderli. Colpirà i lavoratori in modo più deciso di quanto abbia fatto finora. E insieme cercherà di coinvolgerli nel rilancio competitivo dell’economia nazionale, anche attraverso l’esca di una società “low cost”, in cui ad essere a basso costo sarà anzitutto la merce- lavoro. Per parare i colpi in arrivo da questo governo o da quello che dovesse sostituirlo su mandato ancora più rigido dei poteri forti, per voltare davvero pagina rispetto ad anni e anni di arretramenti, è indispensabile che gli operai e i lavoratori...(continua)
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Bertinotti alla Sapienza Ben fatta! Cosa? L’accoglienza che i collettivi universitari della Sapienza hanno riservato a Bertinotti. “Guerrafondaio e assassino”. Parole troppe pesanti? e perché mai? Rifondazione puntella una politica...(continua)
Contro la nuova base Usa a Vicenza
La manifestazione del 17 febbraio sarà massiccia. Questo è certo. Le dichiarazioni del governo e dell’opposizione le hanno, però, risposto in anticipo con la netta riconferma del “sì”. C’è, quindi, bisogno di far proseguire la mobilitazione dopo il 17 febbraio e di organizzare un vero e stabile movimento di lotta. Come? Su quale piattaforma? È quello di cui discutiamo nell’articolo che segue.
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Contro la campagna sul "terrorismo"
Un brutale ricatto (a più voci)
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Sull'esecuzione di Saddam Hussein (testo in italiano, testo in inglese) L’esecuzione di Saddam, orchestrata dall’imperialismo Usa e attuata dagli ignobili burattini locali, è in primo luogo uno sfregio, una dimostrazione di tracotanza che si vuole sbattere in faccia ai popoli e ai lavoratori del mondo arabo-islamico e alla loro accanita resistenza antimperialista. Attraverso di essa i veri dittatori del mondo hanno voluto ri-affermare... (continua)
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Roma, Esquilino Maria e Hashib: uccisi dalla speculazione edilizia e dal razzismo I giornali parlano di “incidente” e di “disgrazia”. Sono tutte bugie. Maria e il piccolo Hashib sono stati assassinati. Sono stati assassinati dalla speculazione edilizia e da quel sistema che impedisce che a Roma (come e più che in altre città) sia possibile trovare case dignitose a prezzi accessibili. (...) Ma altrettanto responsabili sono le leggi e le politiche discriminatorie e razziste contro i lavoratori immigrati che i vari governi italiani hanno portato e stanno portando avanti... (continua versione italiana, continua versione inglese) |
No alla nuova base militare di Vicenza!
Il “sì” di Prodi si può piegare! Con lo sviluppo della mobilitazione di massa e un indirizzo politico... (continua)
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Verso la fase due del governo Prodi. Cosa ci aspetta?
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Verso la fase due del governo Prodi. Cosa ci aspetta?
"Buona parte dei lavoratori ha guardato con una certa fiducia alle prime mosse del governo Prodi. Il decreto Bersani e la rimodulazione dell’Irpef sono stati accolti come i segnali di un inizio di cambiamento. Certo, non sono piaciute le misure previste dalla manovra finanziaria in campo sanitario e i tagli alla spesa degli enti locali. Nel complesso, però, i primi passi del governo Prodi hanno dato l’impressione di un intervento in discontinuità con quello del governo Berlusconi: ci vengono chiesti nuovi sacrifici, si è detto in tante assemblee, e non solo da parte dei funzionari sindacali, ma questa volta essi sono distribuiti tra tutte le classi sociali e, soprattutto, sembrano finalizzati ad un reale rilancio dell’economia nazionale. L’evoluzione successiva della situazione politica ha cominciato ad insinuare in alcuni settori del mondo del lavoro un giustificatissimo sentimento di preoccupazione, e anche di malcontento, nitidamente espressi negli interventi operai alle recenti assemblee a Mirafiori... (continua)"
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Il nostro
volantino alla manifestazione sui "diritti dei lavoratori
immigrati" di Milano del 16 dicembre 2006
"La manifestazione di oggi è un passaggio fondamentale per estendere e rafforzare l’iniziativa dei lavoratori immigrati. Essa deve servire anche a dare voce a tutti quegli immigrati che per diverse ragioni - si pensi alle tantissime donne del Sud e dell’Est del mondo spesso costrette a lavorare in condizione di totale isolamento nelle case degli italiani - hanno più difficoltà a mobilitarsi, e che oggi non sono presenti. Questa mobilitazione è però ancora più importante perché... (continua)" Fiat Mirafiori: la classe operaia ha battuto un colpo. Ma per farsi “ascoltare” davvero, è necessario che… Un nostro volantino sulle assemblee di Mirafiori con i segretari di Cgil-Cisl-Uil
I lavoratori italiani hanno interesse ad opporsi alla missione italiana in Libano e a sostenere la lotta dei lavoratori del Libano e le resistenze antimperialiste nel mondo arabo-islamico! Un volantino diffuso in alcune fabbriche in Italia dalla nostra organizzazione
Petrolchimico di Marghera Il nostro volantino sull'accordo sponsorizzato dal governo, dagli enti locali e dai vertici sindacali |
Dopo i risultati delle elezioni di medio-termine negli Usa I risultati elettorali di medio-termine negli Stati Uniti e la sostituzione di Rumsfeld alla guida del Pentagono hanno suscitato la speranza che la classe dirigente statunitense stia per accantonare la “guerra infinita” proclamata da Bush&C. all’indomani dell’11 settembre 2001. Questa speranza ne nutre a sua volta un’altra: che una gestione “multilaterale” delle vicende mondiali possa allontanare il rischio di nuove guerre a catena, e che tutto ciò possa andare a vantaggio, in un modo o nell’altro, dei lavoratori di ogni parte del mondo, a cominciare da quelli quotidianamente sotto le bombe. Entrambe le speranze sono infondate... (continua versione italiana del testo, continua versione inglese del testo, continua versione araba del testo)
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Contro il governo Prodi,
governo del grande capitale, nemico della classe proletaria!
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No all'invio della forza multinazionale di "pace" in Libano! Viva la resistenza delle masse lavoratrici in Palestina e in Libano!
Il nostro volantino alla Marcia di Assisi
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Il testo che, leggermente variato, abbiamo distribuito all'assemblea nazionale Cobas di Milano del 28 ottobre 2006 Il volantino distribuito dalla nostra organizzazione il 6 settembre 2006
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Spezziamo l'assedio d'Israele e delle potenze capitalistiche d'Occidente alle masse lavoratrici palestinesi e libanesi! Per i governi occidentali e la stampa ufficiale Israele ha subìto un’inaccettabile aggressione dai palestinesi e dagli Hezbollah e la colpa di Tel Aviv nei bombardamenti su Gaza e sul Libano è, al più, di aver reagito con una risposta sproporzionata... (continua) Gli articoli sul Medioriente del n. 66 e del numero 65 del che fare
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Al grido di "Blair terrorista!", decine di migliaia di manifestanti hanno sfilato contro l'aggressione in Libano e Palestina di Israele e delle potenze capitalistiche d'Occidente.
Centinaia di migliaia di persone hanno raccolto l'invito di Moqtada al Sadr di manifestare in solidarietà a Baghdad con la resistenza delle masse lavoratrici libanesi e palestinesi.
Migliaia di persone in piazza contro la guerra condotta da Israele, dal "proprio" stato, in Palestina e in Libano
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Smentita da Hezbollah l'intervista a Nasrallah pubblicata sul giornale turco Evrensel e ripresa sul nostro sito la scorsa settimana. Riportiamo di seguito il comunicato di smentita del portavoce di Hezbollah, la successiva dichiarazione del giornale Evrensel e altre notizie sulla vicenda. Questa smentita non fa venir meno la bruciante attualità del... (CONTINUA)
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Dall'interno di Israele "Un'aragosta per l'Iran"
Peace Now e altre organizzazioni della "sinistra" israeliana in passato contrarie all'occupazione israeliana del Libano sono passate a sostenere la guerra del governo Olmert. Comincia, sul versante opposto, a delinearsi una "nuova sinistra"?
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È uscito il n. 66 (giugno-luglio 2006) del "che fare"
Sommario
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Un nostro volantino
Berlusconi ha lasciato la presidenza del consiglio. Due ex sindacalisti (Bertinotti e Marini) guidano Camera e Senato. Napolitano, proveniente dal vecchio PCI, è presidente della repubblica. Vari neo-ministri si lasciano andare a dichiarazioni “di sinistra”. Pur se di nuovo ai punti, l’Unione vince anche alle amministrative... A prima vista, può sembrare che le elezioni abbiano modificato a fondo il “quadro politico” e che il peggio, per i lavoratori, sia finalmente alle spalle. Ma le cose stanno davvero così? Noi pensiamo di no, per due ragioni. La prima ragione è che, nel paese reale... (continua) |
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Sul movimento di lotta in Francia contro il CPE Da circa un mese la Francia intera, dalla sempreviva Parigi alle sonnolenti province, è scossa da un moto di protesta che ha coinvolto centinaia di migliaia di studenti universitari e liceali e ha raccolto –il 28 marzo e prima- la solidarietà attiva di centinaia di migliaia di lavoratori. E’ un moto di protesta imponente, e finora in continua ascesa, che può trovarsi tra breve, però, dinanzi al suo momento della verità, se il governo de Villepin non ritirerà il CPE, la miccia che ha acceso la lotta. Solidali con esso senza se e senza ma, senza accettare cioè in alcun modo la distinzione tra i manifestanti buoni perché educati e legalitari e i casseurs, cioè i più marginali, cattivi da abbandonare alla propria sorte (bastonate e carcere in stile Sarkozy), proviamo qui a ragionare molto schematicamente sul suo significato, sulle sue radici e sulle sue prospettive, cioè sulle nostre stesse prospettive, poiché le “questioni” sollevate da questo moto di protesta sono di carattere generale... (continua)
Sulla situazione sociale e politica francese si vedano anche
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Con i lavoratori immigrati in lotta negli Stati Uniti contro la legge razzista in discussione al Congresso
"Nationwide General Immigrant Strike!" Per il 1° maggio 2006 convocato lo sciopero generale dei lavoratori immigrati negli Usa La Marcha degli immigrati di Los Angeles del 27 marzo 2006 Dal sito http://la.indymedia.org e dal sito http://www.immigrantsolidarity.org/ cronache e documenti della manifestazione di Los Angeles con foto, filmati e interviste "L'America lacerata dal filo spinato" (Portelli, il manifesto, 30 marzo 2006) Il commento di "Answer" sulle manifestazioni contro la legge anti-immigrati
Altri articoli di documentazione sulla situazione sociale interna agli Usa Dalla manifestazione di Chicago del 18 marzo 2006 contro la guerra e la precarietà Dagli Usa appello contro la guerra all'Iran L'intervista sulla Wal Mart a Nelson Lichtenstein (il manifesto, 29 marzo 2006
Gli articoli sugli Stati Uniti degli ultimi numeri del "che fare" Che fare n. 65 (gennaio 2006): Con l'America in marcia al grido di "Via i criminali che ci governano!" Che fare n. 64 (marzo 2005): Elezioni Usa. La classe lavoratrice non è irregimentata dietro la politica di Bush. Che fare n. 63 ( giugno 2004): Il nemico per Bush è anche in casa. |
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È uscito il supplemento del n. 65 sulle elezioni politiche italiane del 9-10 aprile 2006
Battere Berlusconi, certo! Ma possiamo consegnare le nostre aspettative di cambiamento nelle mani di Prodi?
Cominciamo con l’ovvio. Noi comunisti del Che fare siamo con quanti vogliono liberarsi di Berlusconi. Con gli operai e i lavoratori "fissi" che hanno visto il binomio governo-Confindustria attaccare su tutti i fronti: articolo 18, pensioni, salari, orari, flessibilità, contratti nazionali, ecc. Con i lavoratori precari che con la legge 30 e con altre misure hanno visto ridursi ancor più al lumicino le speranze di poter un giorno accedere ad un’occupazione "stabile e sicura". Con quanti hanno ... (continua)
Sommario del supplemento-elezioni 2006 Cosa promette Prodi, e cosa possiamo aspettarci realisticamente dal suo governo (pp. 2-3) Da che parte sta la Confindustria? Banale: dalla parte dei padroni (p. 3) Un'alternativa di classe è possibile, ma va perseguita da subito e in modo coerente (pp. 4-5) Promemoria. Dagli "assaggi" dei governi di centro-sinistra del 1996-2001 agli affondi del Berlusconi 2001-2006 (p. 6) Lettera. Un militante di Rifondazione e la crisi del suo partito (p. 6)
È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006) del "che fare": i fatti e i temi di questo numero,
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L'imperialismo soffia sul fuoco della jugoslavizzazione dell'Iraq: un articolo di S. Chiarini
Non c’è bisogno di spendere parole su ciò che pensiamo di Calderoni e consimili, viste le leggi in materia di diffamazione. Qualcosa di essenziale va invece detto sulla vicenda delle vignette da lui esibite sulla sua padanissima t-shirt. Il senso comune che circola è che... (continua)
Le questioni sollevate dalla vicenda delle vignette oltraggiose del Profeta e dell’Islam, vicenda in gestazione da più di quattro mesi, si pongono e sono utilizzate dentro al più generale scontro in atto fra l’imperialismo occidentale e le accanite resistenze che ad esso oppone il mondo islamico. Sono un episodio... (continua) |
La morte di Milosevic si inscrive nell’attacco pluridecennale condotto dai governi europei e statunitense contro le popolazioni della “ex”-Jugoslavia. Un attacco approfonditosi negli anni ’80 con le pressioni sulla Repubblica Federativa perché aprisse i suoi territori al libero corso dei capitali e degli interessi occidentali, lanciati nella marcia di penetrazione verso l’Est e la Russia. Proseguito, poi, con le cure di austerità imposte dal Fondo Monetario Internazionale, che stesero al tappeto la fragile e disequilibrata economia della “ex”-Jugoslavia, spargendo i semi della divisione. Che ha completato la sua "opera umanitaria” fomentando la disintegrazione dell’unità statuale con le secessioni a catena di Slovenia, Croazia, Bosnia, Macedonia e Kossovo e con i bombardamenti su Belgrado e la Serbia (continua). Sull'aggressione imperialista alla Jugoslavia e sulla lotta contro di essa si vedano nell'archivio del nostro sito i numeri speciali del "che fare" dell'aprile-maggio 1999 (n. 49) e del giugno-luglio 1999 (n. 50) ed, inoltre, il nostro libro "Jugoslavia: una guerra del capitale". |
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Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione alla manifestazione contro l'attacco alla 194 di Milano del 14 gennaio 2006 |
Nei movimenti per la pace degli Usa e di Israele si comincia a vedere che dall'altra parte, in Palestina e in Iraq, non c'è il "nemico"... Cindy Sheehan, intervista rilasciata a l'Unità (14 gennaio 2006) Sull'aggressione imperialista ai popoli e agli sfruttati del mondo musulmano e sulla battaglia politica per la costituzione di un fronte di lotta unitario tra le resistenze in Palestina e in Iraq (e nel resto del Sud del mondo) e i proletari dell'Occidente si vedano gli articoli pubblicati nel numero 65 del nostro giornale "che fare".
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È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006) del "che fare": i fatti e i temi di questo numero
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La civiltà italiana s'irraggia nel mondo... Bulgaria: due operaie uccise dal superlavoro
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Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione alla manifestazione anti-tav di Torino del 17 dicembre 2005
È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006) del "che fare": i fatti e i temi di questo
numero
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La lotta per il contratto metalmeccanici vanno unificate e radicalizzate!
Il nostro volantino all'assemblea nazionale dei delegati metalmeccanici dell'11 novembre 2005
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A Parigi brucia il mito dell’integrazione La rivolta delle periferie parigine, divampata a fine ottobre in seguito alla morte di due giovani immigrati inseguiti dalla polizia, occupa da giorni le pagine dei giornali e gli schermi televisivi. La cronaca degli avvenimenti è dunque abbastanza nota. In queste righe proviamo a trarre un primo breve bilancio dai fatti “francesi”... (continua)
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L'indirizzo da cui è possibile scaricare il servizio Rai
sul bombardamento terroristico degli occupanti occidentali contro Falluja:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/default_02112005.asp
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Il nostro volantino alla marcia della pace Perugia-Assisi dell'11 settembre 2005
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Dalle e sulle manifestazioni del
24-26 settembre negli Stati Uniti per il ritiro delle truppe
statunitensi dall'Iraq
All'indirizzo "http://www.indybay.org" è possibile scaricare filmati, fotografie e cronache delle manifestazioni. La cronaca del Washington Post sulla manifestazione di Washington e l'intervento finale di Cindy Sheeman La manifestazione di Seattle
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(La nostra presa di posizione del 12 luglio 2005)
Intanto, la guerra infinita dei governi capitalisti d'Occidente continua anche contro il fronte interno, contro gli stessi lavoratori occidentali:
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Dagli Stati Uniti Riportiamo alcuni interventi dagli Stati Uniti, dopo Katrina e in preparazione delle manifestazioni del 24 settembre 2005 contro gli "uragani interni ed esterni" che la finanza e lo Stato stellestrisce (i pilastri del capitalismo internazionale) stanno rovesciando sugli sfruttati del mondo musulmano e sugli sfruttati degli Stati Uniti L'appello di Answer di convocazione della giornata del 24_9_2005 Alcuni articoli da Znet sulle cause e gli effetti sociali e politici dell'uragano Katrina: L'intervento da New Orleans di un veterano del Black Panther e del Green Party Un marine scrive a www.militaryproject.org La Casa Bianca rifiuta l'aiuto offerto da Cuba e dal Venezuela. Il rapporto di Answer da New Orleans
Dopo i referendum francese e olandese sulla costituzione europea:
Genova, quattro anni dopo Il bilancio del console dei portuali di Genova: un'intervista a Paride Batini |
L'imperialismo stringe l'assedio attorno all'Iran.
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Crescono in tutto il Medioriente (e oltre) i preparativi dell’aggressione che l’imperialismo, Stati Uniti in testa, intende portare all’Iran. I diktat inviati via Libano contro la Siria, gli ami lanciati alla direzione del movimento degli Hezbollah, il piano di Tel Aviv di “ritiro” da Gaza, gli abboccamenti effettuati dalle forze di occupazione dell’Iraq verso i settori baathisti della resistenza, l’apertura dell’oleodotto Baku-Ceyhan bypassante il territorio russo, gli incoraggiamenti all'Egitto e all'Arabia Saudita affinché ritocchino il proprio tasso di democraticità con un po' di lifting, persino il viaggio a Washington dei dirigenti del "lontano" Vietnam ... sono le ultime mosse con cui le centrali imperialiste stanno tentando di isolare l’Iran dagli stati e dalle masse lavoratrici dell’area per costringerlo a capitolare attraverso il cavallo di troia degli strati borghesi filo-occidentali iraniani oppure con la guerra aperta. A dettarle non è la cattiveria di qualche governante. È il corso del capitalismo mondiale, l'aggravamento della sua crisi storica, l’esigenza dei grandi poteri imperialisti di fare i conti con la Cina e con chi, l’Iran, minaccia nel mondo islamico di far blocco con la Cina, di offrirle le sue risorse petrolifere, di favorire l’innesco nell’area di uno scontro di classe con le potenze neo-coloniali dell’Occidente di cui diventino protagonisti i proletari e le masse diseredate. Ne abbiamo discusso tante volte in questi anni, da ultimo nell’articolo del numero 64 del giornale che fare. Ecco il senso guerrafondaio e neo-coloniale della ritrovata intesa di “pace” tra gli Stati Uniti e le potenze capitalistiche europee. In alcune di queste mosse le centrali imperialiste sono costrette a operare un compromesso con alcune delle organizzazioni attraverso le quali si esprime la resistenza antimperialista delle masse lavoratrici in Libano, in Palestina e in Iraq. L’obiettivo è quello di dare l'impressione agli sfruttati dell'area che nel Medioriente di Bush, Berlusconi, Chirac e Schroeder essi possano trovare una speranza così che i terroristi che siedono a Washington e nelle capitali europee possano costruire un cordone sanitario attorno all’Iran e piegarlo. E dopo, tornare a finire di regolare i conti con gli sfruttati della Palestina, dell'Egitto, dell'Iraq... Le borghesie dell’area, come già accaduto con Sistani in Iraq, hanno le loro ragioni di classe per aspettarsi dei ritorni da simili intese. I proletari e i diseredati hanno invece interesse a denunciarne la finalità e a sentirsi parte in causa nell’aggressione che si prepara contro gli sfruttati iraniani e contro l’Iran. Il nuovo capitolo della guerra infinita di Bush, di Blair, di Berlusconi, di Chirac e di Schroeder è rivolto, come i precedenti, anche contro i lavoratori dell’Occidente: esso marcia insieme all’incrudirsi dell’attacco capitalistico contro il proletariato delle metropoli. Ancora una volta la possibilità di opporsi a questa politica guerrafondaia e anti-proletaria sta nello sviluppo di un movimento di lotta comune tra i proletari occidentali, i lavoratori immigrati in Occidente e le masse lavoratrici del mondo islamico e dell’intero Sud ed Est del mondo. La tenacia della resistenza in Iraq, la pressione esercitata dagli sfruttati iraniani nelle recenti elezioni sia contro i piani imperialisti che contro la borghesia interna, l'attivismo e le lotte dei proletari latinoamericani, la crescente polarizzazione in corso negli Stati Uniti, gli umori proletari emersi nelle recenti elezioni in vari paesi europei mostrano che non mancano i coefficienti per la messa in campo di un simile movimento di lotta internazionale e internazionalista. Quello che va messa in campo è la presenza di un'organizzazione e di un programma comunisti ed internazionalisti in grado di favorire la tessitura di una rete di collegamento e di socializzazione delle lotte e l'affermazione in essa di un orientamento di classe.
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La preparazione della guerra imperialista all'Iran avanza...
La guerra "esterna" dell'imperialismo impulsa e richiede la continuazione della sua guerra "interna". Per l'imperialismo, però, non tutto fila liscio come l'olio...
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