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Giornale dell'Organizzazione Comunista Internazionalista

Aggiornamento: 27 marzo  2014

 

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             Home page   Archivio generale "Che fare"     Per contattarci

 

Contro il governo Renzi !

Il nostro volantino

 


Contro le politiche del governo Letta, della Confindustria

e del grande capitale europeo e mondiale,

unità di lotta fra i lavoratori d’Europa e degli altri continenti!

 

assemblea di presentazione del n.79 a

 

Milano

Torino

Marghera

Roma

English


Al pari delle sanzioni,

 delle minacce e dei bombardamenti

 che l’hanno preceduta e preparata,

 la “pace” che le potenze occidentali e l’Onu

 stanno promuovendo in Medioriente

 serve a incatenare i lavoratori del Medioriente

 di tutte le religioni e le nazionalità

 sotto il giogo dello sfruttamento

imperialista!     

 Ultima pagina in italiano del che fare n.79  


Una nuova strage di operai sul lavoro

 Il nostro volantino sugli omicidi di Prato


È uscito il n. 79 del Che Fare

Competitività, razzismo, manovre di "pace"  e di guerra in Medio oriente...

A minacciare i lavoratori d'Europa non sono i lavoratori cinesi o quelli arabo-islamici ma le politiche di Bruxelles e dei padroni europei, il capitale mondializzato!

Dicembre 2013 - aprile 2014

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Prima e ultima, english and arabic العربية


Giù le mani dalla Siria

Il nostro volantino


Cosa dicono i tagli occupazionali all’Indesit?

Il nostro volantino agli operai della Indesit


 

Assemblea di presentazione del n.78 del Che Fare

Milano

Torino

Marghera

Roma

Il nostro volantino di presentazione


È uscito il n. 78 del Che Fare

Contro l'europeismo!

Contro l'anti-europeismo nazionalista e leghista!

Sulla scia di Monti, il governo Letta continua l'attacco contro i lavoratori, varando una "nuova"

più autoritaria repubblica e partecipando alle guerre Onu-Ue-Nato contro i popoli e gli sfruttati

dell'Africa e del Medio Oriente.

Maggio - ottobre 2013

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Contro il governo Letta e la Confindustria

Il nostro volantino alla manifestazione della Fiom

I lavoratori possono e devono contare solo sulle proprie forze

Il nostro volantino

 


È uscito il n. 77 del Che Fare

Gli Stati Uniti d'Europa sono una dichiarazione di guerra contro i lavoratori, italiani e immigrati, europei e degli altri continenti!

No all'europeismo di Monti-Draghi! No all' "antieuropeismo" nazionalista e leghista

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prima pagina e ultima in arabo

Tagli alla sanità: il governo Monti continua l’attacco contro i lavoratori

Il nostro volantino ai mercati


Abbasso il vangelo della competitività del sistema Italia e del sistema Europa!

La nuova generazione dei nati senza camicia avrà il futuro che sarà capace di conquistare!

Il nostro volantino alle manifestazioni del 24 novembre

 

Assemblea di presentazione del n.77 del Che Fare

Marghera

Milano

Roma

 

A fianco della lotta dei lavoratori neri del Sudafrica!

Il nostro volantino

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 Europa e Stati Uniti, 

giù le mani dalla Siria e dall’Iran !

  L'aggressione occidentale alla Siria  

è diretta anche contro i lavoratori  

occidentali !

La locandina dell'assemblea a Milano


Contro i licenziamenti in Almaviva 

Il nostro volantino

LE CARICHE CONTRO I LAVORATORI IN LOTTA DI BASIANO SONO RIVOLTE CONTRO TUTTI I LAVORATORI!

Il nostro volantino ai mercati e alle fabbriche


 

Terremoto

e profitto

                                                            Il nostro volantino


Contro la libertà di licenziamento

Il nostro volantino ai mercati e alle fabbriche


Contro il governo Monti, il padronato e la BCE

Il nostro volantino alla manifestazione nazionale per lo sciopero della Fiom

 

Assemblee a

Lucca

Roma

Marghera

 Milano

 il volantino distribuito a Milano

Torino

di presentazione del

 n.76 del Che Fare

L'epoca di "pace e benessere per tutti" è finita anche in Europa

No alle contro riforme del governo Monti!

Giù le mani dalla Siria e dall'Iran!

 Contro la sottomissione degli interessi proletari al rilancio della competitività dell'Italia e dell'Unione Europea!

Sommario

 

Assemblea di presentazione

del n.75 del Che Fare

Lucca

Roma

Marghera

Milano

Torino


È uscito il n.75 del Che Fare

No alla Cura BCE - UE - Monti!

L'unica Unione da costruire

è quella tra proletari

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العربية (ultima pagina in arabo)

 

Il nostro volantino alla

manifestazione No Tav:

Contro la

“cura” della Bce

e

del governo

Monti

 


Contro la “cura”

della Bce e

del governo Monti

Il nostro volantino

nei posti lavoro

 

 

Contro la “cura”

della Bce e

del governo Monti

Il nostro volantino

 

 


L'attacco Fiat e Fincantieri

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Prima e ultima pagina in pdf

È uscito il n°74  del Che fare

(sommario)

 

 

Genova e Liguria:

un disastro naturale?

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Contro il programma della Bce,

della Banca d’Italia e

della Confindustria !

Cacciamo il governo Berlusconi

con

la mobilitazione di piazza !

No ad ogni patto

di salvezza nazionale

ed europeista ! 

Il nostro volantino alle manifestazioni del 15 ottobre   2011 a Roma


Contro la manovra governativa!

Via il governo Berlusconi-Bossi !

Contro ogni patto di salvezza nazionale!

Il nostro volantino alle manifestazioni dello sciopero generale del 6 settembre 2011


Contro l’accordo del 28 giugno  

Contro ogni patto di “salvezza nazionale”

Il nostro volantino

CONTRO L’AGGRESSIONE

OCCIDENTALE ALLA LIBIA !

VIVA L’INTIFADA ARABA !

Pubblichiamo l'articolo sull'aggressione alla Libia per contribuire a fare chiarezza su quanto sta accadendo, con una lettura non di mera cronaca. Lo facciamo con il nostro metodo di sempre, andando alle radici profonde degli accadimenti attuali. Diamo in nota anche alcuni testi di numeri precedenti che possono aiutare a impostare meglio le questioni dell'oggi.

Prima e ultima pagina in pdf

È uscito il n°74  del Che fare

(sommario)

Assemblea di presentazione

il 23 giugno a Roma

il 30 giugno a Torino

il 9 luglio a Milano

 

Tunisia, il manifesto del  “Fronte del 14 gennaio”

 


 Da un testo di Del Boca

La "prima volta": flash su cosa successe

(i "vantaggi" del colonialismo italiano per le masse lavoratrici libiche)

 

 

PER UN MOVIMENTO DI LOTTA GENERALE CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI E CONTRO IL PADRONATO !

Il nostro volantino allo sciopero generale del 6 maggio


Occidente Assassino

Giù le mani dalla Libia

e

dall’Intifada araba !

La nostra posizione sull'aggressione imperialista

Traduzione in arabo العربية

 

 

Riceviamo e pubblichiamo dal Giappone un appello in varie lingue:

italiano

(Pdf italiano)

An appeal from Japan

Deutsch

(Pdf english)

(Pdf Deutsch)


We translate a  text of 2009

Abruzzo: a forecasted and procured disaster


È uscito il n°73

del Che fare

(sommario)

Prima e ultima pagina in pdf

 

Viva la lotta

delle masse lavoratrici e

 diseredate di Tunisia, Egitto…

Il nostro volantino

 العربية

Foto della protesta in Egitto (PDF)

 Pagina su notizie e nostri testi precedenti


È uscito il n°73

del Che fare

(sommario)

Prima e ultima pagina in pdf

 

 

Proseguono le lotte in India

Vai alla pagina

Da un nostro articolo:

La rincorsa dell'Asia operaia


"Se non ora quando"

Il letamaio del Cavaliere, dei suoi concorrenti, della società borghese

A proposito dell'oppressione delle donna e della mercificazione del loro corpo vi proponiamo un nostro articolo dal n.71 del Che Fare


Il volantino per la manifestazione dei metalmeccanici del 28 gennaio

Caso Fiat:

 le aziende giocano a tutto campo sui cinque continenti.

E noi lavoratori ?

   Il  nostro manifesto (PDF)

                                    

Sulla situazione politica italiana dal Che fare n.73

- Sulle vicende del Governo                                       .

.- Dopo la fiammata in Grecia , la Francia ...           

- La guerra delle monete è appena all'inizio         

Dal n.72 del Che fare

La crisi dell'ordine capitalistico è superata?

I lavoratori possono contare solo sulla propria lotta      

Dal n.71 del Che fare

 Contro i licenziamenti, ...

 Governo Berlusconi: legnate a non finire

 Fini? Tutto fuorché un "amico"...


Vertenza Fiat: da Tychy

Il comunicato dei lavoratori di Tychy

Pagina sulle vertenza Fiat


Il governo Berlusconi è in bilico,

ma all’orizzonte non c’è nulla di buono per i lavoratori.

Il nostro volantino

Assemblea l'11 dicembre a Marghera

Assemblea il 16 dicembre a Roma

Assemblea il 18 dicembre A Milano


      In competizione con i lavoratori degli altri paesi e a braccetto con i nostri padroni e il nostro governo, ci scaviamo la fossa.

Insieme ai lavoratori di tutti i continenti, organizzati in un fronte di lotta comune sapremo difenderci!

 È uscito il n°73 del Che fare (sommario)

Prima e ultima pagina in pdf


      In competizione con i lavoratori degli altri paesi e a braccetto con i nostri padroni e il nostro governo, ci scaviamo la fossa.

Insieme ai lavoratori di tutti i continenti, organizzati in un fronte di lotta comune sapremo difenderci!

 È uscito il n°73 del Che fare (sommario)

Prima e ultima pagina in pdf

Contro il governo Berlusconi

Contro l' "alternativa" Fini,

 Montezemolo, Casini

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BASTA RAZZISMO! BASTA TRUFFA! MAI PIÙ CLANDESTINI!

Il nostro volantino in arabo alla manifestazione di Brescia

العربية


I lavoratori sono stretti in un angolo.

Ma una via d’uscita c’è!

Il nostro volantino alla manifestazione del 16 ottobre a Roma


A fianco della lotta degli immigrati

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Evviva la lotta di Terzigno

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La campana greca suona anche per noi

                                                                                                         Un nostro volantino


Il piano di licenziamenti di

 Fincantieri non è affatto un bluff, e per respingerlo al mittente serve

 una lotta forte e unitaria!

Il nostro volantino


Vertenza Fiat

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La sorte riservata dal capitalismo al popolo rom

                 


Has the crisis of the capitalistic order been overcome? (pdf)


Situazione italiana e mondiale: dove si sta andando

Assemblee a

Lucca,    Milano,   Marghera


La concorrenza tra i lavoratori di continenti, nazioni e regioni diverse sta diventando spasmodica ...

... ma la formazione di un unico, mondiale mercato del lavoro può essere ribaltata a vantaggio dei lavoratori

ASSEMBLEA

a Roma

è uscito il n.72 del Che fare

Prima pagina (pdf)

Sommario


Difficoltà,  necessità e prospettive per il proletariato

ASSEMBLEA

a Lucca


NO ALLA DIVISIONE TRA  LAVORATORI IMMIGRATI E ITALIANI

SI ALL’ORGANIZZAZIONE E ALLA LOTTA UNITARIA

Il nostro volantino alla manifestazione di Milano del 18 febbraio

 


A fianco della lotta dei lavoratori immigrati di Rosarno

Il nostro volantino sui fatti di Rosarno

 

 

         Against the redundancies, the job insecurity, the ruthless squeezing of the workers, the racism.

Let us unite all workers’ forces in a general struggle against the Berlusconi government!

"Che Fare" number 71: translation of the first article 


Contro i licenziamenti, la precarietà, la spremitura fino all'impossibile sui posti di lavoro, il razzismo.

Uniamo le forze dei lavoratori in una lotta generale contro il governo Berlusconi!

È uscito il n.71 del Che Fare. Sommario


Crisi, razzismo, licenziamenti, precarietà: quale indirizzo politico per affrontare i problemi che ha davanti la classe lavoratrice?

ASSEMBLEA

a Milano

Presentazione del n.71 del Che Fare


       Presentazione del n.71 del Che Fare

a Roma  , a Torino , a Marghera,

 a  Milano è stata rimandata a data da destinarsi

Contro i licenziamenti, la precarietà, la spremitura fino all'impossibile sui posti di lavoro, il razzismo.

Uniamo le forze dei lavoratori in una lotta generale contro il governo Berlusconi!


Per una lotta generale contro

disoccupazione, precarietà e licenziamenti

Il nostro volantino alla manifestazione del 14 novembre a Roma


Contro il razzismo di stato

Contro il “pacchetto sicurezza”

Pieni e completi diritti per gli immigrati

Il nostro volantino alla manifestazione del 17 ottobre (english)

foto della manifestazione


È uscito il n.71 del Che Fare. Sommario

Per una reale mobilitazione  in difesa

del contratto nazionale

Il nostro volantino alle manifestazioni dei metalmeccanici del  9 ottobre


Rispondiamo con la lotta organizzata

al governo Berlusconi e agli sciacalli del G8!

Il nostro volantino

Farse e tragedie del "Bel Paese"


 

Abruzzo: un disastro annunciato e procurato

  Il nostro volantino alle fabbriche

Abruzzo:  grandi e piccoli sciacalli  (aggiornamenti al 17.7.09)

Abruzzo: cronache di "ordinaria" repressione (aggiornamenti al 17.7.09)

Testi della sinistra comunista:

 

 

                                                            

La grande crisi del capitalismo

La grande sfida per il proletariato

Dibattito  a Marghera

 È uscito il n.70 del Che Fare. Sommario

                                                              


 

I lavoratori

potranno far valere le loro esigenze

solo con la forza sprigionata dalla lotta

contro il governo Berlusconi, i banchieri

e l'intero padronato!

Il nostro volantino alla manifestazione della Cgil del 4 aprile


A proposito di  violenza sulle donne,

otto marzo e ...

Dibattito aperto a Roma


A fianco della lotta delle  

masse lavoratrici palestinesi

Assemblea a Milano

Nostri articoli  e il nostro volantino per la manifestazione del 17 gennaio a Roma

Materiali   sulla lotta degli sfruttati in terra di Palestina


La grande crisi del capitalismo

La grande sfida per il proletariato

 È uscito il n.70 del Che Fare. Sommario

A fianco della lotta delle  

masse lavoratrici palestinesi

Nostri articoli

La grande crisi del capitalismo

La grande sfida per il proletariato

 È uscito il n.70 del Che Fare

Assemblea  a Torino


La crisi dei mutui statunitensi annuncia un uragano economico, sociale e politico mondiale


"Ma quale governo Robin Hood!":

un nostro volantino contro il governo

Berlusconi - Bossi - Fini 

La crisi finanziaria internazionale e i lavoratori

un nostro volantino


La crisi dei mutui statunitensi annuncia un uragano economico, sociale e politico mondiale

(english)

 

Continua e si approfondisce l'attacco del governo ai lavoratori.

Assemblea a Napoli

sabato 4 ottobre

locandina di presentazione

 


 

Il nostro volantino per il lavoratori immigrati che manifestano a Caserta

 

che fare n.69 e supplemento post-elezioni

 

È nata la terza repubblica:

più che mai contro i lavoratori

 


 

"Ma quale governo Robin Hood!":

un nostro volantino contro il governo

Berlusconi - Bossi - Fini 

 

"Chi sono i colpevoli?":

un nostro manifesto (formato pdf)

 


 

Reagire all'offensiva razzista

con una lotta unitaria

dei lavoratori immigrati e italiani

 

 

Dalla seconda alla terza repubblica:

per i lavoratori, di male in peggio


È uscito il n. 69  del "che fare"

 

Sommario

 

 

L' Italia dalla seconda
alla terza repubblica: per i lavoratori di male in peggio

L'Italie de la deuxième à la troisième république.  Pour les travailleurs cela va de mal en pis

La situazione politica italiana è in nervosa agitazione e non promette niente di buono per i lavoratori.

I ds si sciolgono nel nascente partito democratico. I cespugli centristi della maggioranza, Di Pietro e Dini in testa, tramano con il centro-destra. Pur se la costituzione di un partito unico delle Libertà arranca, vanno avanti le prove di mobilitazione di piazza delle destre, ultima quella di sabato 13 ottobre di An a Roma. Non accenna, poi, a placarsi lo scompiglio provocato sul e nel “palazzo” dalla campagna dei grandi mezzi di informazione contro la “casta”... Cosa sta succedendo? (continua)

 

Sommario   del che fare n. 68

 

 "Assaggi" del passaggio dalla seconda alla terza repubblica: pagina con testi sulla Fiat Mirafiori, sui morti alla  ThyssenKrupp e sulla repressione.

 

È uscito il supplemento al n.68 del Che fare:

Sommario

Contro il razzismo di stato,

Contro l’immonda campagna anti-romeni, anti-rom e anti-immigrati

del governo Prodi, della “grande stampa” e della destra    

  Altri testi e  volantini  ( Against State racism               Împotriva rasismului de stat)

    Con i lavoratori del Bangladesh in lotta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo  l'appello per la convocazione di un'assemblea contro il razzismo a Milano

Contro l'attentato alla moschea di via Quaranta a Milano  (il nostro comunicato)


Iran e Medioriente al centro del mirino imperialista

Nostri articoli dal n.67 e dal n.68 del Che fare

Un attacco devastante all'Iran appare vicino. Da noi, però, si continua a dormire.

Palestina e Libano: L'Italia è dalla parte dei carnefici, israeliani e arabi.

Le ragioni dell'aggressione israeliana del Libano

Che magnifica lotta operaia in Egitto!

La missione militare italiana in Libano è una missione neo-colonialista

Alcune questioni da discutere con i militanti islamisti

Con Sarkozy la Francia va ancora più a destra. E i suoi lavoratori?


Avec Sarkozy la France va  plus loin à droite. Et les travailleurs?

 
 
Le elezioni non decidono nulla di realmente rilevante che non sia stato già deciso nelle "alte sfere", ma sono sempre una cartina di tornasole degli umori politici di un  paese. Questo vale anche per le recenti elezioni francesi , che si pongono davanti ad un dato di fatto (no solo francese) a tutta prima davvero strano, che  riguarda molto da vicino l'Italia, poichè per l'essenziale il caso della Francia è anche quello dell'Italia, e degli altri paesi europei. (continua)
 
Alcuni nostri interventi precedenti sui movimenti in Francia
 

Protest march in Ljubljana


Pubblichiamo in inglese un articolo su una grande manifestazione sindacale svoltasi in Slovenia per innalzare i salari.
Biocombustibili o necrocombustibili?

L'amministrazione Bush sostiene che il suo programma sui biocarburanti è finalizzato ad affrontare due problemi: la crisi ecologica innescata dal riscaldamento globale e l'esaurimento delle risorse energetiche non rinnovabili. Si tratta di vere emergenze, il cui aggravamento sta mostrando quanto il destino dell'umanità lavoratrice sia legato a quello della Terra. Non sono queste, però, le preoccupazioni al centro del programma sui bio-combustibili di Bush. Ce lo spiegano i due documenti di Frei Betto e di Vandana Shiva che pubblichiamo. Essi ci raccontano perché la promessa rivoluzione "verde" è, in realtà, un'offensiva nera a tutto tondo. (continua)
 

RESPINGIAMO L’ACCORDO DEL 23 LUGLIO!

RITORNIAMO NELLE PIAZZE CONTRO IL PADRONATO E CONTRO IL GOVERNO!

In questi giorni i lavoratori sono chiamati a dare un giudizio sull’accordo siglato il 23 luglio tra il governo Prodi e le segreterie di Cgil-Cisl e Uil, chiamato “protocollo d’intesa su previdenza, lavoro e competitività”. I dirigenti sindacali chiedono di votare a favore perché secondo loro si tratta di un accordo “a prendere”. Per noi, invece, è un accordo a perdere, da bocciare seccamente e contro cui reagire... (continua)

Mahalla al-Kubra

Che magnifica lotta operaia in Egitto!  

Chi ci conosce, sa bene quale "fideistica" fiducia riponiamo nella classe operaia per la ragione, che nulla ha da vedere con il "credo quia absurdum" medioevale, della sua collocazione nella divisione sociale del lavoro propria della societ? capitalistica. Perch? ? la classe che tutto produce, e che ? espropriata delle condizioni e dei frutti della propria produzione, che... (continua)

La cronaca della lotta e l'inquadramento di essa nella situazione sindacale dell'Egitto in due articoli pubblicati su Middle East Report on line:

La cronaca della lotta di Mahalla al-Kubra pubblicata su il manifesto

 

 

Contro Prodi. Contro Bush. Contro l'imperialismo.

Il testo diffuso dalla nostra organizzazione al contro-vertice di Rostock:

in italiano, in inglese, in tedesco

Il nostro bilancio della settimana di mobilitazione contro il vertice dei G8

 

L’ATTENTATO INCENDIARIO ALL’ABITAZIONE DEL SINDACALISTA JOSEF DIOLE DELL’ORTOMERCATO DI MILANO È UN MESSAGGIO CONTRO TUTTI I LAVORATORI !

 

Nella notte tra domenica e lunedì è stato effettuato un attentato incendiario all’abitazione del militante sindacale dell’Ortomercato di Milano Josef  Diole (continua)

 

 

Nordamerica e Italia: due infami aggressioni al sindacalismo militante      

Due episodi lontani nello spazio ma connessi da uno stesso filo: quello...(continua)

Contro il razzismo, unità di classe tra i lavoratori occidentali, i lavoratori immigrati in Occidente e i lavoratori del Sud e dell'Est del mondo! 

Roma: Abdul Manan, operaio immigrato dal Bangladesh, è stato ucciso sabato pomeriggio a Tor Pignattara.  A sparare è stato un pregiudicato italiano, ma ad armare la mano dell’assassino è stato il clima razzista che da anni viene costruito... (continua)

Milano: riceviamo e pubblichiamo la lettera di una rappresentante della comunità rom di Milano a cui va la nostra solidarietà.

 

 

È uscito il n. 67 del Che fare

 

È tempo di passare

alla mobilitazione e alla lotta

contro il padronato e contro il governo Prodi

 

Il pressing dei poteri forti internazionali e nazionali sul governo Prodi si sta facendo furioso. Pretendono che affondi subito i suoi colpi in fatto di produttività del lavoro, di pensioni, di liberalizzazioni. Pretendono una più attiva partecipazione dell’Italia alla “guerra infinita” contro i popoli dominati (vedi Vicenza).

Il governo Prodi farà tutto ciò che gli è possibile per non deluderli. Colpirà i lavoratori in modo più deciso di quanto abbia fatto finora. E insieme cercherà di coinvolgerli nel rilancio competitivo dell’economia nazionale, anche attraverso l’esca di una società “low cost”, in cui ad essere a basso costo sarà anzitutto la merce- lavoro.

Per parare i colpi in arrivo da questo governo o da quello che dovesse sostituirlo su mandato ancora più rigido dei poteri forti, per voltare davvero pagina rispetto ad anni e anni di arretramenti, è indispensabile che gli operai e i lavoratori...(continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bertinotti alla Sapienza 

A ciascuno il suo.

 Ben fatta!

Cosa? L’accoglienza che i collettivi universitari della Sapienza hanno riservato a Bertinotti.

“Guerrafondaio e assassino”. Parole troppe pesanti? e perché mai? Rifondazione puntella una politica...(continua)

 

 

Contro la nuova base Usa a Vicenza

Come piegare il "sì"

di Prodi e degli Usa

 

La manifestazione del 17 febbraio sarà massiccia. Questo è certo.

Le dichiarazioni del governo e dell’opposizione le hanno, però, risposto in anticipo con la netta riconferma del “sì”.

C’è, quindi, bisogno di far proseguire la mobilitazione dopo il 17 febbraio e di organizzare un vero e stabile movimento di lotta. Come? Su quale piattaforma?

È quello di cui discutiamo nell’articolo che segue.

 

 

 

 

 

 

Contro la campagna sul "terrorismo"

 

  • Presentiamo di seguito il volantino diffuso dalla nostra organizzazione all'attivo dei delegati di Cgil-Cisl-Uil di Milano del 22 febbraio 2007. All'attivo dei delegati Cgil del Veneto del giorno successivo, il servizio d'ordine ne ha impedito la diffusione.

Un brutale ricatto (a più voci)

da respingere ai mittente

Una tambureggiante, ben orchestrata campagna di stampa si è scatenata nelle scorse settimane intorno all’arresto di 15 militanti dell’estrema sinistra, con due obiettivi assolutamente trasparenti.

Il primo, più limitato, era la manifestazione di Vicenza. Si è voluto gettare un bastone tra le ruote alla riuscita della manifestazione. Con un ricatto stringente: chi è determinato a non accettare la nuova base, chi non si accontenta delle pietose promesse del governo sulla riduzione dell’impatto ambientale dell’installazione militare, chi intende far valere fino in fondo... (continua)

 

 

Sull'esecuzione di Saddam Hussein

(testo in italiano, testo in inglese)

L’esecuzione di Saddam, orchestrata dall’imperialismo Usa e attuata dagli ignobili burattini locali, è in primo luogo uno sfregio, una dimostrazione di tracotanza che si vuole sbattere in faccia ai popoli e ai lavoratori del mondo arabo-islamico e alla loro accanita resistenza antimperialista. Attraverso di essa i veri dittatori del mondo hanno voluto ri-affermare... (continua)

 

Roma, Esquilino  

Maria e Hashib: uccisi dalla speculazione edilizia e dal razzismo 

I giornali parlano di “incidente” e di “disgrazia”. Sono tutte bugie. Maria e il piccolo Hashib sono stati assassinati.  Sono stati assassinati dalla speculazione edilizia e da quel sistema che impedisce che a Roma (come e più che in altre città) sia possibile trovare case dignitose a prezzi accessibili.  (...) Ma altrettanto responsabili sono le leggi e le politiche discriminatorie e razziste contro i lavoratori immigrati che i vari governi italiani hanno portato e stanno portando avanti... (continua versione italiana, continua versione inglese)

No alla nuova base militare di Vicenza!

 

Il “sì” di Prodi si può piegare! Con lo sviluppo della mobilitazione di massa e un indirizzo politico... (continua)

 

 

 

Verso la fase due del governo Prodi.  Cosa ci aspetta? 

 

Verso la fase due del governo Prodi.

Cosa ci aspetta?

 

"Buona parte dei lavoratori ha guardato con una certa fiducia alle prime mosse del governo Prodi. Il decreto Bersani e la rimodulazione dell’Irpef sono stati accolti come i segnali di un inizio di cambiamento. Certo, non sono piaciute le misure previste dalla manovra finanziaria in campo sanitario e i tagli alla spesa degli enti locali. Nel complesso, però, i primi passi del governo Prodi hanno dato l’impressione di un intervento in discontinuità con quello del governo Berlusconi: ci vengono chiesti nuovi sacrifici, si è detto in tante assemblee, e non solo da parte dei funzionari sindacali, ma questa volta essi sono distribuiti tra tutte le classi sociali e, soprattutto, sembrano finalizzati ad un reale rilancio dell’economia nazionale. L’evoluzione successiva della situazione politica ha cominciato ad insinuare in alcuni settori del mondo del lavoro un giustificatissimo sentimento di preoccupazione, e anche di malcontento, nitidamente espressi negli interventi operai alle recenti assemblee a Mirafiori... (continua)"

 

 

 

Il nostro volantino alla manifestazione sui "diritti dei lavoratori immigrati" di Milano del 16 dicembre 2006

"La manifestazione di oggi è un passaggio fondamentale per estendere e rafforzare l’iniziativa dei lavoratori immigrati. Essa deve servire anche a dare voce a tutti quegli immigrati che per diverse ragioni - si pensi alle tantissime donne del Sud e dell’Est del mondo spesso costrette a lavorare in condizione di totale isolamento nelle case degli italiani - hanno più difficoltà a mobilitarsi, e che oggi non sono presenti. Questa mobilitazione è però ancora più importante perché... (continua)"

Fiat Mirafiori: la classe operaia ha battuto un colpo. Ma per farsi “ascoltare” davvero, è necessario che…

Un nostro volantino sulle assemblee di Mirafiori con i segretari di Cgil-Cisl-Uil

 

 

I lavoratori italiani hanno interesse ad opporsi alla missione italiana in Libano e a sostenere la lotta dei lavoratori del Libano e le resistenze antimperialiste nel mondo arabo-islamico!

Un volantino diffuso in alcune fabbriche in Italia dalla nostra organizzazione

 

Petrolchimico di Marghera

Il nostro volantino sull'accordo sponsorizzato dal governo, dagli enti locali e dai vertici sindacali

Dopo i risultati delle elezioni

di medio-termine negli Usa

I risultati elettorali di medio-termine negli Stati Uniti e la sostituzione di Rumsfeld alla guida del Pentagono hanno suscitato la speranza che la classe dirigente statunitense stia per accantonare la “guerra infinita” proclamata da Bush&C. all’indomani dell’11 settembre 2001. Questa speranza ne nutre a sua volta un’altra: che una gestione “multilaterale” delle vicende mondiali possa allontanare il rischio di nuove guerre a catena, e che tutto ciò possa andare a vantaggio, in un modo o nell’altro, dei lavoratori di ogni parte del mondo, a cominciare da quelli quotidianamente sotto le bombe.

Entrambe le speranze sono infondate... (continua versione italiana del testo, continua versione inglese del testo, continua versione araba del testo)

 

 

 

 

 

 

Contro il governo Prodi,

governo del grande capitale, nemico della classe proletaria!

 

 

No all'invio della

forza multinazionale

di "pace" in Libano!

Viva la resistenza

delle masse lavoratrici

in Palestina e in Libano!

 

Il nostro volantino alla manifestazione del 30 settembre 2006 a Roma contro la missione italiana in Libano

 

  Il nostro volantino alla Marcia di Assisi

del 26 agosto 2006

 

 

 

 

 

 

 

Governo Prodi e

lavoratori immigrati

 

  • Dopo la manifestazione nazionale degli immigrati del 26 novembre 2006 a Roma: il nostro comunicato di precisazione sulla cronaca della manifestazione pubblicata su L'Unità  

  • Il volantino (in italiano, inglese e rumeno) con cui la nostra organizzazione ha preparato ed è intervenuta nella manifestazione indetta dal Comitato Immigrati a Roma per il 1° ottobre 2006

"I diritti si conquistano

solo con la lotta!"

 

 

 

 

Il testo che, leggermente variato, abbiamo distribuito all'assemblea nazionale Cobas di Milano del 28 ottobre 2006  

"Come impostare un’efficace battaglia sindacale per lo sviluppo di un movimento di lotta di massa contro la finanziaria e la politica del governo Prodi?"


No ai licenziamenti alla Dow di Marghera! No alla distruzione di Porto Marghera come fulcro del lavoro operaio ed industriale organizzato!

Il volantino distribuito dalla nostra organizzazione il 6 settembre 2006

 

 

 

Spezziamo l'assedio d'Israele e delle potenze capitalistiche d'Occidente

alle masse lavoratrici palestinesi e libanesi!

Per i governi occidentali e la stampa ufficiale Israele ha subìto un’inaccettabile aggressione dai palestinesi e dagli Hezbollah e la colpa di Tel Aviv nei bombardamenti su Gaza e sul Libano è, al più, di aver reagito con una risposta sproporzionata... (continua)

Gli articoli sul Medioriente

del n. 66 e del numero 65 del che fare

 

 

Londra, 5 agosto

Al grido di "Blair terrorista!", decine di migliaia di manifestanti hanno sfilato contro l'aggressione in Libano e Palestina di Israele e delle potenze capitalistiche d'Occidente.

 

Baghdad, 4 agosto

Centinaia di migliaia di persone hanno raccolto l'invito di Moqtada al Sadr di manifestare in solidarietà a Baghdad con la resistenza delle masse lavoratrici libanesi e palestinesi.

 

Tel Aviv, 5 agosto

Migliaia di persone in piazza contro la guerra condotta da Israele, dal "proprio" stato, in Palestina e in Libano

 

 

 

Smentita da Hezbollah l'intervista a Nasrallah pubblicata sul giornale turco Evrensel e ripresa sul nostro sito la scorsa settimana.    

Riportiamo di seguito il comunicato di smentita del portavoce di Hezbollah, la successiva dichiarazione del giornale Evrensel e altre notizie sulla vicenda.

Questa smentita non fa venir meno la bruciante attualità del... (CONTINUA)

 

Dall'interno di Israele

"Un'aragosta per l'Iran"

 

Peace Now e altre organizzazioni della "sinistra" israeliana in passato contrarie all'occupazione israeliana del Libano sono passate a sostenere la guerra del governo Olmert.

Comincia, sul versante opposto, a delinearsi una "nuova sinistra"?

 

Una presa di posizione

di Israel Shamir

 

 

Dietro il can can tricolore contro

la "testata di Zidane"

 

 

È uscito il n. 66 (giugno-luglio 2006)

del "che fare"

 

Sommario

 

  • Dopo le elezioni politiche in Italia. Per il centro-sinistra, è la classica vittoria di Pirro. Per i lavoratori, può essere perfino la premessa di nuovi arretramenti, a meno che... (pp. 2-3)
  • Rifondazione Comunista: la barchetta socialdemocratica "post-stalinista" è naufragata; la truppa superstite è approdata, sana e salva, sull’isola della borghesia. (pp. 4-5)
  • La Cgil è di nuovo sotto attacco. Come devono reagire i lavoratori? (p. 5)
  • Donne, 194 e tutto il resto: per non tornare nel silenzio (p. 7)
  • Il referendum sulle riforme istituzionali: sì o no, si vota contro di noi. (pp. 8-9)
  • Roma, Pomigliano, Milano, Pisa... repressione e lotta contro la repressione (p. 9)
  • Stati Uniti: lo splendido primo maggio degli immigrati (pp. 10-11)
  • Francia: il movimento di lotta contro la precarietà, bilancio e prospettive (pp. 12-13)
  • Israele, Usa, Europa (e i regimi arabi al loro guinzaglio) stringono d’assedio il popolo palestinese. (p. 14)
  • Le ultime da Israele (p. 15)

Un nostro volantino

Dopo la formazione

del governo Prodi:

e ora?

 

Berlusconi ha lasciato la presidenza del consiglio. Due ex sindacalisti (Bertinotti e Marini) guidano Camera e Senato. Napolitano, proveniente dal vecchio PCI, è presidente della repubblica. Vari neo-ministri si lasciano andare a dichiarazioni “di sinistra”. Pur se di nuovo ai punti, l’Unione vince anche alle amministrative... A prima vista, può sembrare che le elezioni abbiano modificato a fondo il “quadro politico” e che il peggio, per i lavoratori, sia finalmente alle spalle.

Ma le cose stanno davvero così?

Noi pensiamo di no, per due ragioni.

La prima ragione è che, nel paese reale... (continua)

 

Sul movimento di lotta in Francia contro il CPE

Da circa un mese la Francia intera, dalla sempreviva Parigi alle sonnolenti province, è scossa da un moto di protesta che ha coinvolto centinaia di migliaia di studenti universitari e liceali e ha raccolto –il 28 marzo e prima- la solidarietà attiva di centinaia di migliaia di lavoratori. E’ un moto di protesta imponente, e finora in continua ascesa, che può trovarsi tra breve, però, dinanzi al suo momento della verità, se il governo de Villepin non ritirerà il CPE, la miccia che ha acceso la lotta. Solidali con esso senza se e senza ma, senza accettare cioè in alcun modo la distinzione tra i manifestanti buoni perché educati e legalitari e i casseurs, cioè i più marginali, cattivi da abbandonare alla propria sorte (bastonate e carcere in stile Sarkozy), proviamo qui a ragionare molto schematicamente sul suo significato, sulle sue radici e sulle sue prospettive, cioè sulle nostre stesse prospettive, poiché le “questioni” sollevate da questo moto di protesta sono di carattere generale... (continua)

 

 

Sulla situazione sociale e politica francese si vedano anche

  • La rivolta proletaria dei banlieusars parla a tutti i lavoratori, immigrati ed europei ("che fare" n. 65, gennaio 2006)

  • Sulla Marche des Indigènes di Parigi dell'8 maggio 2005 ("che fare" n. 65, gennaio 2006)

  • Dopo i referendum francese e olandese sulla costituzione europea: un nostro volantino (giugno 2005)

 

 

 

 

 

 

 

 

Con i lavoratori immigrati

in lotta negli Stati Uniti

contro la legge razzista

in discussione al Congresso

 

"Nationwide General Immigrant Strike!"

Per il 1° maggio 2006 convocato

lo sciopero generale

dei lavoratori immigrati negli Usa 

La Marcha degli immigrati di Los Angeles del 27 marzo 2006

Dal sito http://la.indymedia.org e dal sito http://www.immigrantsolidarity.org/ cronache e documenti della manifestazione di Los Angeles con foto, filmati e interviste

"L'America lacerata dal filo spinato" (Portelli, il manifesto, 30 marzo 2006)

Il commento di "Answer" sulle manifestazioni contro la legge anti-immigrati

 

Altri articoli di documentazione sulla situazione sociale interna agli Usa

Dalla manifestazione di Chicago del 18 marzo 2006 contro la guerra e la precarietà

Dagli Usa appello contro la guerra all'Iran

L'intervista sulla Wal Mart a Nelson Lichtenstein (il manifesto, 29 marzo 2006

 

Gli articoli sugli Stati Uniti degli ultimi numeri del "che fare"

Che fare n. 65 (gennaio 2006): Con l'America in marcia al grido di "Via i criminali che ci governano!"

Che fare n. 64 (marzo 2005): Elezioni Usa. La classe lavoratrice non è irregimentata dietro la politica di Bush.

Che fare n. 63 ( giugno 2004): Il nemico per Bush è anche in casa.

 

È uscito il supplemento del n. 65

sulle elezioni politiche italiane

del 9-10 aprile 2006

 

Battere Berlusconi, certo!

Ma possiamo consegnare le nostre aspettative

di cambiamento nelle mani di Prodi?

 

Cominciamo con l’ovvio.

Noi comunisti del Che fare siamo con quanti vogliono liberarsi di Berlusconi.

Con gli operai e i lavoratori "fissi" che hanno visto il binomio governo-Confindustria attaccare su tutti i fronti: articolo 18, pensioni, salari, orari, flessibilità, contratti nazionali, ecc. Con i lavoratori precari che con la legge 30 e con altre misure hanno visto ridursi ancor più al lumicino le speranze di poter un giorno accedere ad un’occupazione "stabile e sicura".

Con quanti hanno ... (continua)

 

Sommario del supplemento-elezioni 2006

Cosa promette Prodi, e cosa possiamo aspettarci realisticamente dal suo governo (pp. 2-3)

Da che parte sta la Confindustria? Banale: dalla parte dei padroni (p. 3)

Un'alternativa di classe è possibile, ma va perseguita da subito e in modo coerente (pp. 4-5)

Promemoria. Dagli "assaggi" dei governi di centro-sinistra del 1996-2001 agli affondi del Berlusconi 2001-2006 (p. 6)

Lettera. Un militante di Rifondazione e la crisi del suo partito (p. 6)

 

È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006)

del "che fare":

i fatti e i temi di questo numero,

Sommario

 

 

 

La Ferrandeide 

L'imperialismo soffia sul fuoco della jugoslavizzazione dell'Iraq: un articolo di S. Chiarini

 

Le vignette di Calderoli 

Non c’è bisogno di spendere parole su ciò che pensiamo di Calderoni e consimili, viste le leggi in materia di diffamazione. Qualcosa di essenziale va invece detto sulla vicenda delle vignette da lui esibite sulla sua padanissima t-shirt. Il senso comune che circola è che... (continua)

 

GRATTANDO LA VIGNETTA  

Le questioni sollevate dalla vicenda delle vignette oltraggiose del Profeta e dell’Islam, vicenda in gestazione da più di quattro mesi, si pongono e sono utilizzate dentro al più generale scontro in atto fra l’imperialismo occidentale e le accanite resistenze che ad esso oppone il mondo islamico. Sono un episodio... (continua)

La morte di Milosevic si inscrive nell’attacco pluridecennale condotto dai governi europei e statunitense contro le popolazioni della “ex”-Jugoslavia.

Un attacco approfonditosi negli anni ’80 con le pressioni sulla Repubblica Federativa perché aprisse i suoi territori al libero corso dei capitali e degli interessi occidentali, lanciati nella marcia di penetrazione verso l’Est e la Russia. Proseguito, poi, con le cure di austerità imposte dal Fondo Monetario Internazionale, che stesero al tappeto la fragile e disequilibrata economia della “ex”-Jugoslavia, spargendo i semi della divisione. Che ha completato la sua "opera umanitaria” fomentando la disintegrazione dell’unità statuale con le secessioni a catena di Slovenia, Croazia, Bosnia, Macedonia e Kossovo e con i bombardamenti su Belgrado e la Serbia (continua).

Sull'aggressione imperialista alla Jugoslavia e sulla lotta contro di essa si vedano nell'archivio del nostro sito i numeri speciali del "che fare" dell'aprile-maggio 1999 (n. 49) e del giugno-luglio 1999 (n. 50) ed, inoltre, il nostro libro "Jugoslavia: una guerra del capitale".

 

Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione

alla manifestazione contro l'attacco alla 194

di Milano del 14 gennaio 2006

 

Nei movimenti per la pace degli Usa e di Israele si comincia a vedere che dall'altra parte, in Palestina e in Iraq, non c'è il "nemico"...

Cindy Sheehan, intervista rilasciata a l'Unità (14 gennaio 2006)

Nurit Peled Elhanan, ebrea ed israeliana, a Strasburgo in occasione della giornata internazionale delle donne, l'8 marzo 2005

Sull'aggressione imperialista ai popoli e agli sfruttati del mondo musulmano e sulla battaglia politica per la costituzione di un fronte di lotta unitario tra le resistenze in Palestina e in Iraq (e nel resto del Sud del mondo) e i proletari dell'Occidente si vedano gli articoli pubblicati nel numero 65 del nostro giornale "che fare".

 

È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006)

del "che fare":

i fatti e i temi di questo numero

Sommario

 

 

La civiltà italiana s'irraggia nel mondo...

Bulgaria: due operaie uccise dal superlavoro

 

 

 

 

 

 

Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione

alla manifestazione anti-tav 

di Torino del 17 dicembre 2005

 

È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006)

del "che fare": i fatti e i temi di questo numero

Sommario

 

 

La lotta per il contratto metalmeccanici

e la lotta contro il governo

vanno unificate e radicalizzate!

 

Il nostro volantino all'assemblea nazionale

dei delegati metalmeccanici dell'11 novembre 2005

 

 

A Parigi brucia il mito dell’integrazione 

La rivolta delle periferie parigine, divampata a fine ottobre in seguito alla morte di due giovani immigrati inseguiti dalla polizia, occupa da giorni le pagine dei giornali e gli schermi televisivi. La cronaca degli avvenimenti è dunque abbastanza nota. In queste righe proviamo a trarre un primo breve bilancio dai fatti “francesi”... (continua)

 

 

L'indirizzo da cui è possibile scaricare il servizio Rai

sul bombardamento terroristico degli occupanti occidentali contro Falluja:

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/default_02112005.asp

 

Il nostro volantino alla marcia

della pace Perugia-Assisi dell'11 settembre 2005

 

 

Dalle e sulle manifestazioni del 24-26 settembre negli Stati Uniti per il ritiro delle truppe statunitensi dall'Iraq

All'indirizzo "http://www.indybay.org" è possibile scaricare filmati, fotografie e cronache delle manifestazioni.

La cronaca del Washington Post sulla manifestazione di Washington e l'intervento finale di Cindy Sheeman

La manifestazione di Seattle

 

 

L'attentato di Londra,

i lavoratori,

il movimento "no war"

 

(La  nostra presa di posizione del 12 luglio 2005)

 

Lettera di una figlia dell’Iraq al popolo britannico

"Questa lettera è diretta al popolo britannico, e particolarmente ai londinesi. Per molte ore voi avete vissuto momenti di angoscia e di orrore..."

 

  • Titolo a nove colonne di Libero, domenica 24 luglio 2005 (dopo le bombe ai villaggi turistici in Egitto):

"Noi in vacanza, loro in guerra", cioè "noi" occidentali, gente che come si dice "lavora e produce" e così facendo spinge innanzi progresso e civiltà, pensiamo a goderci l'agognata pausa di riposo dopo la tensione lavorativa, non vogliamo e non chiediamo altro che di essere lasciati in pace. ALTRI, i barbari sanguinari invece... (continua)

 

Intanto, la guerra infinita dei governi capitalisti d'Occidente continua anche contro il fronte interno, contro gli stessi lavoratori occidentali:

Dagli Stati Uniti  

Riportiamo alcuni interventi dagli Stati Uniti, dopo Katrina e in preparazione delle manifestazioni del 24 settembre 2005 contro gli "uragani interni ed esterni" che la finanza e lo Stato stellestrisce (i pilastri del capitalismo internazionale) stanno rovesciando sugli sfruttati del mondo musulmano e sugli sfruttati degli Stati Uniti

L'appello di Cindy Sheenan

L'appello di Answer di convocazione della giornata del 24_9_2005

Alcuni articoli da Znet sulle cause e gli effetti sociali e politici dell'uragano Katrina:

L'intervento da New Orleans di un veterano del Black Panther e del Green Party

L'intervento "umanitario" delle forze dell'ordine a New Orleans e il trattamento riservato alle donne

Un marine scrive a www.militaryproject.org

La Casa Bianca rifiuta l'aiuto offerto da Cuba e dal Venezuela.

Il rapporto di Answer da New Orleans

Dal congresso del sindacato Afl-Cio degli Stati Uniti: la mozione sulla guerra in Iraq presentata dall' USLAW e la mozione votata dal congresso

 


Dopo i referendum francese e olandese

sulla costituzione europea:

un nostro volantino

 

 

 

Genova, quattro anni dopo

Il bilancio del console dei portuali di Genova: un'intervista a Paride Batini

L'imperialismo stringe l'assedio attorno all'Iran.

Crescono in tutto il Medioriente (e oltre) i preparativi dell’aggressione che l’imperialismo, Stati Uniti in testa, intende portare all’Iran.

I diktat inviati via Libano contro la Siria, gli ami lanciati alla direzione del movimento degli Hezbollah, il piano di Tel Aviv di “ritiro” da Gaza, gli abboccamenti effettuati dalle forze di occupazione dell’Iraq verso i settori baathisti della resistenza, l’apertura dell’oleodotto Baku-Ceyhan bypassante il territorio russo, gli incoraggiamenti all'Egitto e all'Arabia Saudita affinché ritocchino il proprio tasso di democraticità con un po' di lifting, persino il viaggio a Washington dei dirigenti del "lontano" Vietnam ... sono le ultime mosse con cui le centrali imperialiste stanno tentando di isolare l’Iran dagli stati e dalle masse lavoratrici dell’area per costringerlo a capitolare attraverso il cavallo di troia degli strati borghesi filo-occidentali iraniani oppure con la guerra aperta.

A dettarle non è la cattiveria di qualche governante. È il corso del capitalismo mondiale, l'aggravamento della sua crisi storica, l’esigenza dei grandi poteri imperialisti di fare i conti con la Cina e con chi, l’Iran, minaccia nel mondo islamico di far blocco con la Cina, di offrirle le sue risorse petrolifere, di favorire l’innesco nell’area di uno scontro di classe con le potenze neo-coloniali dell’Occidente di cui diventino protagonisti i proletari e le masse diseredate. 

Ne abbiamo discusso tante volte in questi anni, da ultimo nell’articolo del numero 64 del giornale che fare. Ecco il senso guerrafondaio e neo-coloniale della ritrovata intesa di “pace” tra gli Stati Uniti e le potenze capitalistiche europee.

In alcune di queste mosse le centrali imperialiste sono costrette a operare un compromesso con alcune delle organizzazioni attraverso le quali si esprime la resistenza antimperialista delle masse lavoratrici in Libano, in Palestina e in Iraq. L’obiettivo è quello di dare l'impressione agli sfruttati dell'area che nel Medioriente di Bush, Berlusconi, Chirac e Schroeder essi possano trovare una speranza così che i terroristi che siedono a Washington e nelle capitali europee possano costruire un cordone sanitario attorno all’Iran e piegarlo. E dopo, tornare a finire di regolare i conti con gli sfruttati della Palestina, dell'Egitto, dell'Iraq...

Le borghesie dell’area, come già accaduto con Sistani in Iraq, hanno le loro ragioni di classe per aspettarsi dei ritorni da simili intese. I proletari e i diseredati hanno invece interesse a denunciarne la finalità e a sentirsi parte in causa nell’aggressione che si prepara contro gli sfruttati iraniani e contro l’Iran.

Il nuovo capitolo della guerra infinita di Bush, di Blair, di Berlusconi, di Chirac e di Schroeder è rivolto, come i precedenti, anche contro i lavoratori dell’Occidente: esso marcia insieme all’incrudirsi dell’attacco capitalistico contro il proletariato delle metropoli.

Ancora una volta la possibilità di opporsi a questa politica guerrafondaia e anti-proletaria sta nello sviluppo di un movimento di lotta comune tra i proletari occidentali, i lavoratori immigrati in Occidente e le masse lavoratrici del mondo islamico e dell’intero Sud ed Est del mondo. La tenacia della resistenza in Iraq, la pressione esercitata dagli sfruttati iraniani nelle recenti elezioni sia contro i piani imperialisti che contro la borghesia interna, l'attivismo e le lotte dei proletari latinoamericani, la crescente polarizzazione in corso negli Stati Uniti, gli umori proletari emersi nelle recenti elezioni in vari paesi europei mostrano che non mancano i coefficienti per la messa in campo di un simile movimento di lotta internazionale e internazionalista.

Quello che va messa in campo è la presenza di un'organizzazione e di un programma comunisti ed internazionalisti in grado di favorire la tessitura di una rete di collegamento e di socializzazione delle lotte e l'affermazione in essa di un orientamento di classe.

 

 

 

 

La preparazione della guerra imperialista all'Iran avanza...

 

La guerra "esterna" dell'imperialismo impulsa e richiede la continuazione della sua guerra "interna".

Per l'imperialismo, però, non tutto fila liscio come l'olio...

 

 

È uscito il n. 64 (marzo-aprile 2005) del "che fare": sommario

 

 

A proposito della liberazione del fascismo!

Il contributo dell’Etiopia

 

Nel 1896, dopo una lunga lotta, l’Etiopia riusciva a cacciare le truppe italiane dal suo suolo e a liberarsi dal giogo colonialista. 

Nel 1935 gli eserciti dell’Italia fascista occupavano nuovamente la terra etiopica: il duce tentava di portare a compimento la conquista coloniale che quaranta anni prima non era riuscita all’Italia liberale.

L’occupazione italiana in Etiopia fu letteralmente brutale e questa fiera popolazione africana fu costretta a subire un regime di feroce sfruttamento e di autentico terrore. 

Il popolo etiopico però diede vita ad una lotta di resistenza che mise in perenne difficoltà economica e militare il governo di Mussolini contribuendo anche alla sua sconfitta nel secondo conflitto mondiale. Contro la resistenza etiopica l’esercito italiano impiegò tutti i mezzi classici del colonialismo: distruzione ed incendi di villaggi, esecuzioni in massa di civili, bombardamenti con i gas tossici per sterminare intere popolazioni. Nonostante tutto ciò la resistenza non fu mai completamente piegata... (continua)

 

 

 

Sulla manifestazione del 19 marzo contro la guerra!

 

"La nostra organizzazione si sente impegnata in prima persona per la manifestazione contro la guerra indetta internazionalmente, e quindi anche in Italia, per il 19 marzo e, pertanto, chiama i propri compagni e tutti coloro che siamo in grado di raggiungere con la nostra parola a parteciparvi attivamente in maniera comunista militante. Come OCI abbiamo partecipato ai lavori preparatori in vista dell'appello-piattaforma varato dalle varie realtà politiche organizzatrici e, nella discussione in merito a ciò, abbiamo costantemente e chiaramente fatte presenti le nostre specifiche posizioni, trovando anche accoglienza ad esse su questo o quel  singolo punto (e non certo nel loro insieme). Coerentemente alla nostra impostazione di fondo, abbiamo aderito all'iniziativa, anche se, rispetto all’appello, teniamo a rimarcare la nostra impostazione complessiva del problema, come diremo subito..." (continua)

 

La nostra comunicazione al comitato promotore della manifestazione del 19 marzo 2005 a Roma

 

Il 19 marzo negli Stati Uniti: lo sciopero dei portuali di San Francisco

 

Il 19 marzo in Gran Bretagna: alcune foto all'indirizzo

http://italy.indymedia.org/news/2005/03/755346.php

 

 

Sulle elezioni in Iraq

 

أيّ ديموقراطية وأيّ سلم؟
نّ الانتخابات في العراق والاتّفاق في فلسطين لتنبئ بفصول جديدة لما يسمّى ب " الحرب بلا نهاية " حرب بوش وبرلسكوني !

But what’s all this about democracy and peace! The election in Iraq and the agreement in Palestine are announcemnents of new chapters in the “infinite war” of Bush and Berlusconi! The election in Iraq can summed up in one word: a farce. Taking place under the pointed rifles of the occupying forces, the voting did not and will not lead to “peace and democracy”, but will simply help Western imperialism to prepare new and more terrifying acts of aggression against the exploted peoples of the whole Middle East. The same goes for Israel’s policy of making..."

Le elezioni in Iraq segnano l’apertura di un altro capitolo della “guerra infinita” dell’imperialismo ai popoli e agli sfruttati del mondo musulmano e dei continenti di colore, e un ulteriore giro di vite nella campagna per l’irregimentazione dei lavoratori occidentali dietro il carro militarista.

 

Una cronaca da Baghdad: i sentimenti degli iracheni in fila ai distributori di benzina in un articolo di Stefano Chiarini

 

Per gli amanti della democrazia, un’informazione non irregimentata agli interessi imperialisti è veleno, solo veleno.

 

Sami Ramadami: No amount of spin can conceal Iraqis' hostility to US occupation

 

Dahr Jamail: What They're Not Telling You About the "Election"

 

È uscito il n. 64 (marzo-aprile 2005)

del "che fare": sommario

 

La guerra capitalistica contro

i lavoratori in Occidente

Uno dei volantini distribuiti in occasione dello sciopero generale dell'industria in Italia del 15 aprile 2005

Controllo elettronico dei lavoratori a Mediaset

Carica della polizia contro i lavoratori della Fiat di Pomigliano riuniti in un'assemblea indetta dallo Slai Cobas

Aggressione contro il centro sociale Vittoria di Milano

Dalla Opel in Germania

Dall'Est europeo       

Sciopero alla Skoda in Cechia

 

 

 

Contro la guerra infinita dell'Occidente capitalistico

ai popoli e agli sfruttati

del mondo islamico e del Sud del mondo!

 

 

 

Dall'Iraq, un messaggio dalla resistenza irachena al movimento contro la guerra dell'Occidente:

"Oggi ci rivolgiamo nuovamente a voi. Non abbiamo bisogno di armi, o combattenti, non ci mancano. Vi chiediamo di formare un fronte mondiale contro la guerra e le sanzioni... segue"

Dalla Palestina, ebrei contro lo stato d'Israele

Dagli Stati Uniti:

Intanto, la guerra dei capitalisti e dei governi occidentali va avanti anche sul fronte interno: anche nel paese del capitalismo dal volto umano, in Germania...

 

 

Costa d'Avorio: l'Iraq di Chirac.

A proposito del "pacifismo" dell'imperialismo francese!

 

Otto marzo a Roma:

un'assemblea delle lavoratrici immigrate

 

Il maremoto nell’oceano Indiano:

Un disastro naturale o un crimine del capitalismo?

 

Dall'Est europeo

Sciopero alla Skoda in Cechia

Dopo l'Ucraina, nel mirino anche la Moldova

I padroni (occidentali) della Romania ordinano di tenere in carcere il minatore Miron Cozma

Ucraina, Jugoslavia atto secondo

 

Una lettera dal carcere di Biella

 

 

 

 

Riportiamo alcuni articoli scaricati dal sito Znet sullo "tsunami" che potrebbe scatenarsi nell'economia capitalistica internazionale con epicentro negli Stati Uniti: che i lavoratori attivino per tempo una rete di rilevazione e di coordinamento internazionale per la protezione dei loro interessi di classe!

 

 

 

Contro la guerra infinita dell'Occidente capitalistico

ai popoli e agli sfruttati del mondo islamico e del Sud del mondo!

 

"Il popolo del mondo è come due tribù nel deserto, una tribù vive in un paese con un pozzo, l'altra in un paese senza pozzo. La tribù con il pozzo vuole la pace, l'altra non vuole la pace, vuole l'acqua! La tribù senza pozzo forse è meno civilizzata, non ha una parola per dire pace, ma ne ha una per dire sete che, data la situazione, è più o meno la stessa cosa. Il Comitato per la Pace nel paese con il pozzo, è buono, saggio, gente bella che non ha sete, perciò ha tempo ed energia per il comitato. La gente con il pozzo parla molto di premi per la pace... "

Lars von Trier, 10 marzo 2004”

 

Solidarietà con i lavoratori rumeni aggrediti dalle forze di polizia a Guidonia: il nostro volantino.

La "guerra infinita" / La lotta contro la "guerra infinita"

 

Dall'Iraq

Dopo la battaglia di Najaf

Gli effetti dell'uranio impoverito sulla popolazione irachena, da un articolo di Al-Jazeera

 

       Dall'Africa

Nella guerra infinita per il petrolio, ora tocca all'Africa.

 

Dall'Italia

Sul rapimento delle volontarie di "Un ponte per...": cosa vuol dire dare la priorità, per davvero, alla vita umana

Dal  "diario"  di Baldoni

La nuova riforma della leva

Il compito "umanitario" della missione italiana a Nassiriya

Elettrodi, psichiatria e irregimentazione sociale

 

       Dagli Stati Uniti

Genitori di marines contro Bush

Le iniziative contro la guerra negli Usa: il nemico è in casa nostra! 

La cronaca della Washington Post della marcia dei lavoratori di Washington di domenica 17 ottobre 2004

Riceviamo e pubblichiamo dagli Stati Uniti una riflessione politica sulla marcia di Washington del 17 ottobre 2004

 

 

Proletari e capitalisti nella nuova Europa,

dentro e fuori l'Ue

Alcuni episodi di "cronaca"

Un nostro volantino diffuso nelle manifestazioni per lo sciopero generale del 30 novembre 2004

 

Pur con condizioni disegualissime, i lavoratori immigrati e i lavoratori italiani sono sulla stessa barca:

  • Foligno, un operaio immigrato si infortuna in un cantiere e viene "buttato via".

  • Napoli, un altro operaio cade in un cantiere e viene "buttato via": questa volta è italiano.

 

A fianco delle iniziative di lotta dei lavoratori immigrati!

La strage degli immigrati nel Mediterraneo: continua la guerra del governo e delle istituzioni statali italiane contro gli immigrati

 

Il manifesto pluri-lingue di convocazione della manifestazione del 26 settembre 2004 contro la legge Bossi-Fini e per il permesso di soggiorno per tutti

 

Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione per la preparazione della manifestazione del 26 ottobre

 

Un documento del Comitato Immigrati in Italia

 

Dagli Usa una corrispondenza sulla condizione e sulla mobilitazione degli immigrati che lavorano nei campi del Nord Caroline

Anche in Francia e Germania le aziende e i governi tornano ad imporre leggi e accordi che prevedono l'allungamento dell'orario di lavoro. Una nuova conferma della pretesa "diversità" del modello sociale europeo da quello statunitense. Un'analisi delle caratteristiche di questo nuovo affondo del capitalismo.

I licenziamenti all'Alitalia non sono inesorabili per i lavoratori: un nostro volantino

 

 

 

 

 

Alcune considerazioni

sulle elezioni europee

 

Qual è il significato dei risultati usciti dalle urne?

Come si è posizionata la classe lavoratrice?

Quali indicazioni emergono per la lotta contro l'aggressione imperialista all'Iraq, alla Palestina (e al resto del Sud del Mondo) e per quella per la difesa delle condizioni proletarie in Italia e Europa?

 

Ostia (Roma): due padroni edili aggrediscono a sprangate e assassinano un lavoratore polacco.

Un attacco gravissimo ai lavoratori immigrati e a tutti i lavoratori.

 

Dopo l'accordo sindacale al call center dell'Atesia di Roma

Un accordo che stabilizza la precarietà!

Il nostro volantino

 

 

È uscito il n. 63 del giornale "che fare"

(giugno 2004)

Il magnifico lavoro da compiere

 

Unire le forze dei lavoratori e degli oppressi occidentali, arabo-islamici e di tutto il Sud e l’Est del mondo

Contro l’occupazione dell’Iraq, anche se consacrata da una nuova risoluzione Onu e con la presenza di truppe europee e arabe;

Contro le politiche “sorelle” di Bush-Berlusconi e dei loro “oppositori” Prodi-Kerry, l’una e l’altra rivolte a mettere sotto torchio i lavoratori occidentali e a schiavizzare gli immigrati e i popoli “di colore” sotto il tallone di ferro della finanza e delle multinazionali;

Per porre fine alla concorrenza ed alle guerre tra proletari, ad un sistema capitalistico internazionale arrivato al suo capolinea storico!

 

Sommario

La prima pagina (formato PDF)

Come portare avanti (in Medio Oriente e in Occidente) la lotta contro l'occupazione alleata dell'Iraq?

 

Italia. La "guerra interna" condotta dal governo Berlusconi e dai capitalisti contro i proletari e gli oppressi italiani e immigrati

 

L'ultima pagina (in arabo e in inglese)

 

 

 

Sulla lotta

anti-imperialista

in America Latina

 

Dall'Argentinazo del 2001 fino alla sollevazione boliviana della fine del 2003,  l'America Latina è scossa dalla lotta anti-imperialista delle masse lavoratrici e diseredate.

Su questa resistenza, sui suoi punti di forza, sulle difficoltà che ne frenano la maturazione, sulle sue prospettive, presentiamo un documento dal titolo "Crisi continentale e alternative radicale" di Ernesto Herrera e Charles-André Udry.

Il testo ha il merito di inserire la lotta delle masse lavoratrici latinoamericane nel quadro dello scontro di classe a scala mondiale e di indicare i nodi con cui è chiamata a confrontarsi la loro azione e quella dei militanti proletari e comunisti per una soluzione che vada alla radice delle emer-genze sociali, economiche e ambientali del continente latinoamericano.

Via le truppe

italiane e occidentali

dall'Iraq e dall'Afghanistan!

 

Via il governo Berlusconi!

La sua guerra "esterna"

è tutt’uno con

la sua guerra "interna"

contro i lavoratori d’Italia.

 

No alla crociata contro gli immigrati!

Sostegno incondizionato

alla resistenza

delle masse lavoratrici irachene

contro l'occupazione occidentale!

 

Il volantino diffuso

alle manifestazioni

del 25 aprile

 

"Alla gente del

movimento no war":

dal "che fare" n. 62

 

Uno nostro volantino

sulla guerra

diffuso davanti

ad alcune fabbriche

 

 

 

Incredibile ma vero.

Il nostro sito imputato di anti-semitismo e di razzismo.

L’accusa arriva dall’ “Osservatorio contro il razzismo e la xenofobia”

di Vienna.

La nostra risposta

All'inizio di aprile il governo italiano ha compiuto due nuove operazioni repressive in relazione alla politica di prevenzione del cosiddetto "terrorismo internazionale".

È interesse dei lavoratori e dei veri amanti della pace di denunciare queste operazioni.

Ne spieghiamo le ragioni nel nostro comunicato.

 

 

 

 

Dopo aver "riformato" il mercato del lavoro, il sistema pensionistico, la normativa per gli immigrati e la scuola... Dopo aver guidato il taglio del potere di acquisto dei salari...

...il governo Berlusconi vuole mettere le mani

sull'orario di lavoro.

Un nostro volantino

 

 

 

È uscito il n. 62 (dicembre 2003-gennaio 2004)

del giornale che fare. Il numero contiene un supplemento sul caso Parmalat.

 

 

 

Sommario e prima pagina (formato pdf)

Può essere acquistato nelle principali librerie oppure direttamente richiesto nelle nostre sedi.

The editorial in Arabic (formato pdf) and in English

 

 

 

La guerra "esterna"

 

Un articolo di Stiglitz:

la terapia Usa per l'Iraq

 

Dall'Iraq occupato la voce e le lotte dei lavoratori

 

Sull'Iraq occupato la mannaia del debito estero

 

Alla "gente"

del movimento "no-war"

 

Due parole sui fatti di Nassiriya

 

 

Il nostro volantino alla manifestazione di Roma dell'8 novembre 2003 contro il "Muro" costruito da Israele in Cisgiordania

 

 

 

 

La democrazia in Iraq:

niente sindacati!

 

Il 6 dicembre le truppe di occupazione occidentali hanno devastato  i locali dei sindacati iracheni e arrestato 8 esponenti dell'organizzazione sindacale irachena.

La "costruzione della democrazia" in Iraq comincia con il divieto della costituzione dei sindacati e va avanti con la demolizione dei primi nuclei già costituiti di sindacato.

 

La denuncia della

Federazione Irachena dei Sindacati

 

La risposta della Federazione Irachena dei Sindacati al comunicato dell'IFTU Bureau Executive

 

 

 

 

 

Dal "Guardian"

del 4 novembre un articolo di Tariq Ali

sulla resistenza irachena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La guerra "interna"

 

 

 

 

 

 

La manifestazione di Roma dei lavoratori immigrati del 31 gennaio: una nostra

cronaca politica

 

Scandalo Parmalat e lavoratori del trasporto in lotta: chi sono i veri parassiti?

Un nostro volantino

(14 gennaio 2004)

 

Carovita, precarietà, pensioni, guerre… ragioniamoci su. 

Un nostro volantino

(30 settembre 2003)

 

Le lotte dei lavoratori

dei trasporti

 

Una nostra presa di posizione sulla vertenza degli auto-ferrotranvieri dopo il primo sciopero dei lavoratori Atm

 

Il volantino diffuso all'aeroporto di Fiumicino il 18 dicembre 2003 dopo lo sciopero dei lavoratori contro il piano di ristrutturazione aziendale

 

 

La contro-riforma psichiatrica

 

La proposta di legge n. 174 mira a sgretolare ciò che il movimento dei lavoratori riuscì a conquistare negli anni settanta in materia di intervento socio-sanitario sulla "malattia mentale".

Un nostro commento

 

16 dicembre, Roma:

Aggressione, identificazione e 5 arresti contro un gruppo di giovani compagni "rei" di distribuire un volantino di solidarietà con i lavoratori dei trasporti.

Il nostro comunicato

 

19 settembre, Roma:

Azione repressiva contro l'associazione dei lavoratori immigrati del Dhuumcatu

 

  • Il nostro comunicato

in italiano

in inglese

 

  • Il comunicato del Dhuumcatu

in italiano

in inglese

 

 

9 settembre,

Monselice (Padova): 

 

Ennesimo episodio di repressione democratica

 

Il nostro comunicato

 

 

Riprendiamo

dal n. 12 della rivista "à l'encontre" e

dal n. 2 della rivista "Carré Rouge"

un nostro articolo su:

Quali le vere cause dell'aggressione imperialista all'Iraq?

Quali le prospettive per il futuro del capitalismo internazionale che tale aggressione annuncia?

Quale la via con cui il proletariato internazionale potrà difendersi da questo corso militarista e catastrofico del capitalismo?

Può insegnarci qualcosa il bilancio di ciò che avvenne nella prima e nella seconda guerra imperialista?

in italiano               en francais

 

Il numero 12 della rivista "à l'éncontre" (www.alencontre.org)

è interamente dedicato al tema

"Une nouvelle situation internationale

après la guerre contre l'Iraq".

 


 

Otto marzo

Dalla parte della donna

 

  • La vignetta che riportiamo viene dalla Francia (L'Express, gennaio 2004), spesso presentata a "sinistra" come la terra promessa di un modello capitalistico socialmente equilibrato, attento difensore dei diritti della donna... Un nostro commento

 

 

 

 


 

A proposito di foibe

Destra e "sinistra" convergono anche su questo momento del "passato"...

Perché?

E con quale scopo politico futuro?

Articoli dai precedenti numeri di "che fare"

Dal n. 40 (sett.-ott. 1996): "Si riapre il capitolo foibe: è altro concime per il nazionalismo italiano e l'anti-comunismo"

Dal n. 42 (mar-apr. 1997): "Foibe: 'Ancora tu...'"

Dal n. 44 (sett.-ott. 1997): "Via Rasella, Fosse Ardeatine, Porzus... Ancora sul tema: o resistenza o rivoluzione"

 

 

 

Dopo l'occupazione occidentale di Baghdad

 

Ma quale pace? Ma quale liberazione?

Giù le mani dall’Iraq!

Via le truppe occidentali dall’Iraq e dall’Oriente!

 

L'aggressione ai popoli del Medioriente

è appena cominciata...

Continuiamo, rafforziamo ed estendiamo la lotta

contro la "guerra infinita" delle potenze del capitale!

 

Nonostante la fiera resistenza dei popoli iracheni, le forze armate anglo-americane hanno preso possesso di Baghdad. La chiamano liberazione. È in realtà l’occupazione neo-coloniale del paese.

L’Italia vi sta partecipando in prima fila. Invierà un contingente militare nei prossimi giorni.

Bush, Blair, Berlusconi vogliono schiavizzare gli iracheni, saccheggiarne il petrolio, e dall’Iraq preparare le prossime guerra in cantiere contro gli altri popoli della regione e dell’Oriente.

L’occupazione dell’Iraq servirà anche per stringere le catene ai polsi dei lavoratori e dei giovani in Occidente. A partire dalla Baghdad presente in “casa nostra”, dai lavoratori immigrati.

 

 

Si preparano tempi durissimi per il proletariato internazionale.

 

Rilanciamo l’opposizione di lotta alla politica guerrafondaia di Bush, Blair e Berlusconi e alla variante (per ora pacifista) di questa politica portata avanti dall’Europa di Prodi, di Chirac e di Schroeder!

No all’invio delle truppe italiane in Iraq! No all’occupazione neo-coloniale occidentale dell’Iraq e del Medioriente!

Sostegno incondizionato alla resistenza del popolo e degli sfruttati iracheni e dell'intero Medioriente!

No al razzismo! No al precariato! No al nuovo attacco alle pensioni!

Per la ripresa della lotta e dell’organizzazione di difesa dei lavoratori e dei giovani! Per un fronte di lotta comune tra lavoratori occidentali, immigrati e sfruttati del resto del mondo! Per il comunismo internazionale!

 

Il nostro volantino alla manifestazione del 12 aprile a Roma

 

Due nostri volantini distribuiti dopo l'occupazione neo-coloniale dell'Iraq in alcune fabbriche e in alcuni mercati cittadini

 


 

Sostegno incondizionato

alla resistenza del popolo iracheno

e delle masse lavoratrici del mondo musulmano!

 

(Un nostro volantino in arabo distribuito durante la seconda settimana di guerra)

 

 

Kerbala (Iraq), 24 marzo 2003:

festeggiamenti per l'Apache abbattuto da un contadino iracheno...

 

 Le ragioni della nuova aggressione imperialista all'Iraq, i compiti cui è chiamato il movimento contro la guerra in Italia e nel resto dell'Occidente: una nostra presa di posizione all'indomani dell'inizio dei bombardamenti

(marzo 2003)

Dagli Usa, recensione del libro

 

Una paga da fame.

Come non si arriva a fine mese

nel paese più ricco al mondo

 

Un'inchiesta sui lavoratori poveri negli Usa, una finestra che aiuta a comprendere le ragioni "interne" dello sviluppo del movimento contro la guerra nel cuore della potenza statunitense

 

 

Solidarietà ai lavoratori della Zanon

di nuovo sotto attacco

    Pubblicato il  n. 60 del che fare
lo potete trovare presso le sezioni 
e le principali librerie

Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione durante le prime settimane della nuova aggressione all'Iraq

 

Manifestazione della Cgil

a Milano del 15 marzo 2003

 

Manifestazione del 15 febbraio

  un altro mondo è possibile
      .....senza capitalismo

 Giù le mani dal popolo irakeno
opponiamoci alla nuova aggressione

  Fiat: una lotta di tutti i lavoratori

Respingere al mittente il piano di licenziamenti

 

Il metallo del disonore

Richiedi alle nostre sedi il libro "Il metallo del disonore" sull'uso delle armi all'uranio impoverito da parte delle potenze capitalistiche occidentali nella prima guerra del Golfo e nella guerra nella "ex"-Jugoslavia, sui loro effetti sulle popolazioni aggredite e sui militari della coalizione imperialista.

e dopo lo sciopero del 18 ottobre....?
  Pagina dedicata alla 
lotta del proletariato argentino
 

Contro l'aggressione
 imperialista all'Afghanistan
Unità degli sfruttati di tutto il mondo

 

Alla pagina dell'Organizzazione Comunista Internazionalista (O.C.I.)

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