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Giornale dell'Organizzazione Comunista Internazionalista

Aggiornamento: 10 ottobre 2008 

 

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Continua e si approfondisce l'attacco del governo ai lavoratori.

Assemblea a Napoli

sabato 4 ottobre

locandina di presentazione

 


 

Il nostro volantino per il lavoratori immigrati che manifestano a Caserta

 

che fare n.69 e supplemento post-elezioni

 

È nata la terza repubblica:

più che mai contro i lavoratori

 


 

"Ma quale governo Robin Hood!":

un nostro volantino contro il governo

Berlusconi - Bossi - Fini 

"Chi sono i colpevoli?":

un nostro manifesto (formato pdf)

 


 

Reagire all'offensiva razzista

con una lotta unitaria

dei lavoratori immigrati e italiani

 

 

Dalla seconda alla terza repubblica:

per i lavoratori, di male in peggio


È uscito il n. 69  del "che fare"

 

Sommario

 

 

L' Italia dalla seconda
alla terza repubblica: per i lavoratori di male in peggio

L'Italie de la deuxième à la troisième république.  Pour les travailleurs cela va de mal en pis

La situazione politica italiana è in nervosa agitazione e non promette niente di buono per i lavoratori.

I ds si sciolgono nel nascente partito democratico. I cespugli centristi della maggioranza, Di Pietro e Dini in testa, tramano con il centro-destra. Pur se la costituzione di un partito unico delle Libertà arranca, vanno avanti le prove di mobilitazione di piazza delle destre, ultima quella di sabato 13 ottobre di An a Roma. Non accenna, poi, a placarsi lo scompiglio provocato sul e nel “palazzo” dalla campagna dei grandi mezzi di informazione contro la “casta”... Cosa sta succedendo? (continua)

 

Sommario   del che fare n. 68

 

 "Assaggi" del passaggio dalla seconda alla terza repubblica: pagina con testi sulla Fiat Mirafiori, sui morti alla  ThyssenKrupp e sulla repressione.

 

È uscito il supplemento al n.68 del Che fare:

Sommario

Contro il razzismo di stato,

Contro l’immonda campagna anti-romeni, anti-rom e anti-immigrati

del governo Prodi, della “grande stampa” e della destra    

  Altri testi e  volantini  ( Against State racism               Împotriva rasismului de stat)

    Con i lavoratori del Bangladesh in lotta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo  l'appello per la convocazione di un'assemblea contro il razzismo a Milano

Contro l'attentato alla moschea di via Quaranta a Milano  (il nostro comunicato)


Iran e Medioriente al centro del mirino imperialista

Nostri articoli dal n.67 e dal n.68 del Che fare

Un attacco devastante all'Iran appare vicino. Da noi, però, si continua a dormire.

Palestina e Libano: L'Italia è dalla parte dei carnefici, israeliani e arabi.

Le ragioni dell'aggressione israeliana del Libano

Che magnifica lotta operaia in Egitto!

La missione militare italiana in Libano è una missione neo-colonialista

Alcune questioni da discutere con i militanti islamisti

Con Sarkozy la Francia va ancora più a destra. E i suoi lavoratori?


Avec Sarkozy la France va  plus loin à droite. Et les travailleurs?

 
 
Le elezioni non decidono nulla di realmente rilevante che non sia stato già deciso nelle "alte sfere", ma sono sempre una cartina di tornasole degli umori politici di un  paese. Questo vale anche per le recenti elezioni francesi , che si pongono davanti ad un dato di fatto (no solo francese) a tutta prima davvero strano, che  riguarda molto da vicino l'Italia, poichè per l'essenziale il caso della Francia è anche quello dell'Italia, e degli altri paesi europei. (continua)
 
Alcuni nostri interventi precedenti sui movimenti in Francia
 

Protest march in Ljubljana


Pubblichiamo in inglese un articolo su una grande manifestazione sindacale svoltasi in Slovenia per innalzare i salari.
Biocombustibili o necrocombustibili?

L'amministrazione Bush sostiene che il suo programma sui biocarburanti è finalizzato ad affrontare due problemi: la crisi ecologica innescata dal riscaldamento globale e l'esaurimento delle risorse energetiche non rinnovabili. Si tratta di vere emergenze, il cui aggravamento sta mostrando quanto il destino dell'umanità lavoratrice sia legato a quello della Terra. Non sono queste, però, le preoccupazioni al centro del programma sui bio-combustibili di Bush. Ce lo spiegano i due documenti di Frei Betto e di Vandana Shiva che pubblichiamo. Essi ci raccontano perché la promessa rivoluzione "verde" è, in realtà, un'offensiva nera a tutto tondo. (continua)
 

RESPINGIAMO L’ACCORDO DEL 23 LUGLIO!

RITORNIAMO NELLE PIAZZE CONTRO IL PADRONATO E CONTRO IL GOVERNO!

In questi giorni i lavoratori sono chiamati a dare un giudizio sull’accordo siglato il 23 luglio tra il governo Prodi e le segreterie di Cgil-Cisl e Uil, chiamato “protocollo d’intesa su previdenza, lavoro e competitività”. I dirigenti sindacali chiedono di votare a favore perché secondo loro si tratta di un accordo “a prendere”. Per noi, invece, è un accordo a perdere, da bocciare seccamente e contro cui reagire... (continua)

Mahalla al-Kubra

Che magnifica lotta operaia in Egitto!  

Chi ci conosce, sa bene quale "fideistica" fiducia riponiamo nella classe operaia per la ragione, che nulla ha da vedere con il "credo quia absurdum" medioevale, della sua collocazione nella divisione sociale del lavoro propria della societ? capitalistica. Perch? ? la classe che tutto produce, e che ? espropriata delle condizioni e dei frutti della propria produzione, che... (continua)

La cronaca della lotta e l'inquadramento di essa nella situazione sindacale dell'Egitto in due articoli pubblicati su Middle East Report on line:

La cronaca della lotta di Mahalla al-Kubra pubblicata su il manifesto

 

 

Contro Prodi. Contro Bush. Contro l'imperialismo.

Il testo diffuso dalla nostra organizzazione al contro-vertice di Rostock:

in italiano, in inglese, in tedesco

Il nostro bilancio della settimana di mobilitazione contro il vertice dei G8

 

L’ATTENTATO INCENDIARIO ALL’ABITAZIONE DEL SINDACALISTA JOSEF DIOLE DELL’ORTOMERCATO DI MILANO È UN MESSAGGIO CONTRO TUTTI I LAVORATORI !

 

Nella notte tra domenica e lunedì è stato effettuato un attentato incendiario all’abitazione del militante sindacale dell’Ortomercato di Milano Josef  Diole (continua)

 

 

Nordamerica e Italia: due infami aggressioni al sindacalismo militante      

Due episodi lontani nello spazio ma connessi da uno stesso filo: quello...(continua)

Contro il razzismo, unità di classe tra i lavoratori occidentali, i lavoratori immigrati in Occidente e i lavoratori del Sud e dell'Est del mondo! 

Roma: Abdul Manan, operaio immigrato dal Bangladesh, è stato ucciso sabato pomeriggio a Tor Pignattara.  A sparare è stato un pregiudicato italiano, ma ad armare la mano dell’assassino è stato il clima razzista che da anni viene costruito... (continua)

Milano: riceviamo e pubblichiamo la lettera di una rappresentante della comunità rom di Milano a cui va la nostra solidarietà.

 

 

È uscito il n. 67 del Che fare

 

È tempo di passare

alla mobilitazione e alla lotta

contro il padronato e contro il governo Prodi

 

Il pressing dei poteri forti internazionali e nazionali sul governo Prodi si sta facendo furioso. Pretendono che affondi subito i suoi colpi in fatto di produttività del lavoro, di pensioni, di liberalizzazioni. Pretendono una più attiva partecipazione dell’Italia alla “guerra infinita” contro i popoli dominati (vedi Vicenza).

Il governo Prodi farà tutto ciò che gli è possibile per non deluderli. Colpirà i lavoratori in modo più deciso di quanto abbia fatto finora. E insieme cercherà di coinvolgerli nel rilancio competitivo dell’economia nazionale, anche attraverso l’esca di una società “low cost”, in cui ad essere a basso costo sarà anzitutto la merce- lavoro.

Per parare i colpi in arrivo da questo governo o da quello che dovesse sostituirlo su mandato ancora più rigido dei poteri forti, per voltare davvero pagina rispetto ad anni e anni di arretramenti, è indispensabile che gli operai e i lavoratori...(continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bertinotti alla Sapienza 

A ciascuno il suo.

 Ben fatta!

Cosa? L’accoglienza che i collettivi universitari della Sapienza hanno riservato a Bertinotti.

“Guerrafondaio e assassino”. Parole troppe pesanti? e perché mai? Rifondazione puntella una politica...(continua)

 

 

Contro la nuova base Usa a Vicenza

Come piegare il "sì"

di Prodi e degli Usa

 

La manifestazione del 17 febbraio sarà massiccia. Questo è certo.

Le dichiarazioni del governo e dell’opposizione le hanno, però, risposto in anticipo con la netta riconferma del “sì”.

C’è, quindi, bisogno di far proseguire la mobilitazione dopo il 17 febbraio e di organizzare un vero e stabile movimento di lotta. Come? Su quale piattaforma?

È quello di cui discutiamo nell’articolo che segue.

 

 

 

 

 

 

Contro la campagna sul "terrorismo"

 

  • Presentiamo di seguito il volantino diffuso dalla nostra organizzazione all'attivo dei delegati di Cgil-Cisl-Uil di Milano del 22 febbraio 2007. All'attivo dei delegati Cgil del Veneto del giorno successivo, il servizio d'ordine ne ha impedito la diffusione.

Un brutale ricatto (a più voci)

da respingere ai mittente

Una tambureggiante, ben orchestrata campagna di stampa si è scatenata nelle scorse settimane intorno all’arresto di 15 militanti dell’estrema sinistra, con due obiettivi assolutamente trasparenti.

Il primo, più limitato, era la manifestazione di Vicenza. Si è voluto gettare un bastone tra le ruote alla riuscita della manifestazione. Con un ricatto stringente: chi è determinato a non accettare la nuova base, chi non si accontenta delle pietose promesse del governo sulla riduzione dell’impatto ambientale dell’installazione militare, chi intende far valere fino in fondo... (continua)

 

 

Sull'esecuzione di Saddam Hussein

(testo in italiano, testo in inglese)

L’esecuzione di Saddam, orchestrata dall’imperialismo Usa e attuata dagli ignobili burattini locali, è in primo luogo uno sfregio, una dimostrazione di tracotanza che si vuole sbattere in faccia ai popoli e ai lavoratori del mondo arabo-islamico e alla loro accanita resistenza antimperialista. Attraverso di essa i veri dittatori del mondo hanno voluto ri-affermare... (continua)

 

Roma, Esquilino  

Maria e Hashib: uccisi dalla speculazione edilizia e dal razzismo 

I giornali parlano di “incidente” e di “disgrazia”. Sono tutte bugie. Maria e il piccolo Hashib sono stati assassinati.  Sono stati assassinati dalla speculazione edilizia e da quel sistema che impedisce che a Roma (come e più che in altre città) sia possibile trovare case dignitose a prezzi accessibili.  (...) Ma altrettanto responsabili sono le leggi e le politiche discriminatorie e razziste contro i lavoratori immigrati che i vari governi italiani hanno portato e stanno portando avanti... (continua versione italiana, continua versione inglese)

No alla nuova base militare di Vicenza!

 

Il “sì” di Prodi si può piegare! Con lo sviluppo della mobilitazione di massa e un indirizzo politico... (continua)

 

 

 

Verso la fase due del governo Prodi.  Cosa ci aspetta? 

 

Verso la fase due del governo Prodi.

Cosa ci aspetta?

 

"Buona parte dei lavoratori ha guardato con una certa fiducia alle prime mosse del governo Prodi. Il decreto Bersani e la rimodulazione dell’Irpef sono stati accolti come i segnali di un inizio di cambiamento. Certo, non sono piaciute le misure previste dalla manovra finanziaria in campo sanitario e i tagli alla spesa degli enti locali. Nel complesso, però, i primi passi del governo Prodi hanno dato l’impressione di un intervento in discontinuità con quello del governo Berlusconi: ci vengono chiesti nuovi sacrifici, si è detto in tante assemblee, e non solo da parte dei funzionari sindacali, ma questa volta essi sono distribuiti tra tutte le classi sociali e, soprattutto, sembrano finalizzati ad un reale rilancio dell’economia nazionale. L’evoluzione successiva della situazione politica ha cominciato ad insinuare in alcuni settori del mondo del lavoro un giustificatissimo sentimento di preoccupazione, e anche di malcontento, nitidamente espressi negli interventi operai alle recenti assemblee a Mirafiori... (continua)"

 

 

 

Il nostro volantino alla manifestazione sui "diritti dei lavoratori immigrati" di Milano del 16 dicembre 2006

"La manifestazione di oggi è un passaggio fondamentale per estendere e rafforzare l’iniziativa dei lavoratori immigrati. Essa deve servire anche a dare voce a tutti quegli immigrati che per diverse ragioni - si pensi alle tantissime donne del Sud e dell’Est del mondo spesso costrette a lavorare in condizione di totale isolamento nelle case degli italiani - hanno più difficoltà a mobilitarsi, e che oggi non sono presenti. Questa mobilitazione è però ancora più importante perché... (continua)"

Fiat Mirafiori: la classe operaia ha battuto un colpo. Ma per farsi “ascoltare” davvero, è necessario che…

Un nostro volantino sulle assemblee di Mirafiori con i segretari di Cgil-Cisl-Uil

 

 

I lavoratori italiani hanno interesse ad opporsi alla missione italiana in Libano e a sostenere la lotta dei lavoratori del Libano e le resistenze antimperialiste nel mondo arabo-islamico!

Un volantino diffuso in alcune fabbriche in Italia dalla nostra organizzazione

 

Petrolchimico di Marghera

Il nostro volantino sull'accordo sponsorizzato dal governo, dagli enti locali e dai vertici sindacali

Dopo i risultati delle elezioni

di medio-termine negli Usa

I risultati elettorali di medio-termine negli Stati Uniti e la sostituzione di Rumsfeld alla guida del Pentagono hanno suscitato la speranza che la classe dirigente statunitense stia per accantonare la “guerra infinita” proclamata da Bush&C. all’indomani dell’11 settembre 2001. Questa speranza ne nutre a sua volta un’altra: che una gestione “multilaterale” delle vicende mondiali possa allontanare il rischio di nuove guerre a catena, e che tutto ciò possa andare a vantaggio, in un modo o nell’altro, dei lavoratori di ogni parte del mondo, a cominciare da quelli quotidianamente sotto le bombe.

Entrambe le speranze sono infondate... (continua versione italiana del testo, continua versione inglese del testo, continua versione araba del testo)

 

 

 

 

 

 

Contro il governo Prodi,

governo del grande capitale, nemico della classe proletaria!

 

 

No all'invio della

forza multinazionale

di "pace" in Libano!

Viva la resistenza

delle masse lavoratrici

in Palestina e in Libano!

 

Il nostro volantino alla manifestazione del 30 settembre 2006 a Roma contro la missione italiana in Libano

 

  Il nostro volantino alla Marcia di Assisi

del 26 agosto 2006

 

 

 

 

 

 

 

Governo Prodi e

lavoratori immigrati

 

  • Dopo la manifestazione nazionale degli immigrati del 26 novembre 2006 a Roma: il nostro comunicato di precisazione sulla cronaca della manifestazione pubblicata su L'Unità  

  • Il volantino (in italiano, inglese e rumeno) con cui la nostra organizzazione ha preparato ed è intervenuta nella manifestazione indetta dal Comitato Immigrati a Roma per il 1° ottobre 2006

"I diritti si conquistano

solo con la lotta!"

 

 

 

 

Il testo che, leggermente variato, abbiamo distribuito all'assemblea nazionale Cobas di Milano del 28 ottobre 2006  

"Come impostare un’efficace battaglia sindacale per lo sviluppo di un movimento di lotta di massa contro la finanziaria e la politica del governo Prodi?"


No ai licenziamenti alla Dow di Marghera! No alla distruzione di Porto Marghera come fulcro del lavoro operaio ed industriale organizzato!

Il volantino distribuito dalla nostra organizzazione il 6 settembre 2006

 

 

 

Spezziamo l'assedio d'Israele e delle potenze capitalistiche d'Occidente

alle masse lavoratrici palestinesi e libanesi!

Per i governi occidentali e la stampa ufficiale Israele ha subìto un’inaccettabile aggressione dai palestinesi e dagli Hezbollah e la colpa di Tel Aviv nei bombardamenti su Gaza e sul Libano è, al più, di aver reagito con una risposta sproporzionata... (continua)

Gli articoli sul Medioriente

del n. 66 e del numero 65 del che fare

 

 

Londra, 5 agosto

Al grido di "Blair terrorista!", decine di migliaia di manifestanti hanno sfilato contro l'aggressione in Libano e Palestina di Israele e delle potenze capitalistiche d'Occidente.

 

Baghdad, 4 agosto

Centinaia di migliaia di persone hanno raccolto l'invito di Moqtada al Sadr di manifestare in solidarietà a Baghdad con la resistenza delle masse lavoratrici libanesi e palestinesi.

 

Tel Aviv, 5 agosto

Migliaia di persone in piazza contro la guerra condotta da Israele, dal "proprio" stato, in Palestina e in Libano

 

 

 

Smentita da Hezbollah l'intervista a Nasrallah pubblicata sul giornale turco Evrensel e ripresa sul nostro sito la scorsa settimana.    

Riportiamo di seguito il comunicato di smentita del portavoce di Hezbollah, la successiva dichiarazione del giornale Evrensel e altre notizie sulla vicenda.

Questa smentita non fa venir meno la bruciante attualità del... (CONTINUA)

 

Dall'interno di Israele

"Un'aragosta per l'Iran"

 

Peace Now e altre organizzazioni della "sinistra" israeliana in passato contrarie all'occupazione israeliana del Libano sono passate a sostenere la guerra del governo Olmert.

Comincia, sul versante opposto, a delinearsi una "nuova sinistra"?

 

Una presa di posizione

di Israel Shamir

 

 

Dietro il can can tricolore contro

la "testata di Zidane"

 

 

È uscito il n. 66 (giugno-luglio 2006)

del "che fare"

 

Sommario

 

  • Dopo le elezioni politiche in Italia. Per il centro-sinistra, è la classica vittoria di Pirro. Per i lavoratori, può essere perfino la premessa di nuovi arretramenti, a meno che... (pp. 2-3)
  • Rifondazione Comunista: la barchetta socialdemocratica "post-stalinista" è naufragata; la truppa superstite è approdata, sana e salva, sull’isola della borghesia. (pp. 4-5)
  • La Cgil è di nuovo sotto attacco. Come devono reagire i lavoratori? (p. 5)
  • Donne, 194 e tutto il resto: per non tornare nel silenzio (p. 7)
  • Il referendum sulle riforme istituzionali: sì o no, si vota contro di noi. (pp. 8-9)
  • Roma, Pomigliano, Milano, Pisa... repressione e lotta contro la repressione (p. 9)
  • Stati Uniti: lo splendido primo maggio degli immigrati (pp. 10-11)
  • Francia: il movimento di lotta contro la precarietà, bilancio e prospettive (pp. 12-13)
  • Israele, Usa, Europa (e i regimi arabi al loro guinzaglio) stringono d’assedio il popolo palestinese. (p. 14)
  • Le ultime da Israele (p. 15)

Un nostro volantino

Dopo la formazione

del governo Prodi:

e ora?

 

Berlusconi ha lasciato la presidenza del consiglio. Due ex sindacalisti (Bertinotti e Marini) guidano Camera e Senato. Napolitano, proveniente dal vecchio PCI, è presidente della repubblica. Vari neo-ministri si lasciano andare a dichiarazioni “di sinistra”. Pur se di nuovo ai punti, l’Unione vince anche alle amministrative... A prima vista, può sembrare che le elezioni abbiano modificato a fondo il “quadro politico” e che il peggio, per i lavoratori, sia finalmente alle spalle.

Ma le cose stanno davvero così?

Noi pensiamo di no, per due ragioni.

La prima ragione è che, nel paese reale... (continua)

 

Sul movimento di lotta in Francia contro il CPE

Da circa un mese la Francia intera, dalla sempreviva Parigi alle sonnolenti province, è scossa da un moto di protesta che ha coinvolto centinaia di migliaia di studenti universitari e liceali e ha raccolto –il 28 marzo e prima- la solidarietà attiva di centinaia di migliaia di lavoratori. E’ un moto di protesta imponente, e finora in continua ascesa, che può trovarsi tra breve, però, dinanzi al suo momento della verità, se il governo de Villepin non ritirerà il CPE, la miccia che ha acceso la lotta. Solidali con esso senza se e senza ma, senza accettare cioè in alcun modo la distinzione tra i manifestanti buoni perché educati e legalitari e i casseurs, cioè i più marginali, cattivi da abbandonare alla propria sorte (bastonate e carcere in stile Sarkozy), proviamo qui a ragionare molto schematicamente sul suo significato, sulle sue radici e sulle sue prospettive, cioè sulle nostre stesse prospettive, poiché le “questioni” sollevate da questo moto di protesta sono di carattere generale... (continua)

 

 

Sulla situazione sociale e politica francese si vedano anche

  • La rivolta proletaria dei banlieusars parla a tutti i lavoratori, immigrati ed europei ("che fare" n. 65, gennaio 2006)

  • Sulla Marche des Indigènes di Parigi dell'8 maggio 2005 ("che fare" n. 65, gennaio 2006)

  • Dopo i referendum francese e olandese sulla costituzione europea: un nostro volantino (giugno 2005)

 

 

 

 

 

 

 

 

Con i lavoratori immigrati

in lotta negli Stati Uniti

contro la legge razzista

in discussione al Congresso

 

"Nationwide General Immigrant Strike!"

Per il 1° maggio 2006 convocato

lo sciopero generale

dei lavoratori immigrati negli Usa 

La Marcha degli immigrati di Los Angeles del 27 marzo 2006

Dal sito http://la.indymedia.org e dal sito http://www.immigrantsolidarity.org/ cronache e documenti della manifestazione di Los Angeles con foto, filmati e interviste

"L'America lacerata dal filo spinato" (Portelli, il manifesto, 30 marzo 2006)

Il commento di "Answer" sulle manifestazioni contro la legge anti-immigrati

 

Altri articoli di documentazione sulla situazione sociale interna agli Usa

Dalla manifestazione di Chicago del 18 marzo 2006 contro la guerra e la precarietà

Dagli Usa appello contro la guerra all'Iran

L'intervista sulla Wal Mart a Nelson Lichtenstein (il manifesto, 29 marzo 2006

 

Gli articoli sugli Stati Uniti degli ultimi numeri del "che fare"

Che fare n. 65 (gennaio 2006): Con l'America in marcia al grido di "Via i criminali che ci governano!"

Che fare n. 64 (marzo 2005): Elezioni Usa. La classe lavoratrice non è irregimentata dietro la politica di Bush.

Che fare n. 63 ( giugno 2004): Il nemico per Bush è anche in casa.

 

È uscito il supplemento del n. 65

sulle elezioni politiche italiane

del 9-10 aprile 2006

 

Battere Berlusconi, certo!

Ma possiamo consegnare le nostre aspettative

di cambiamento nelle mani di Prodi?

 

Cominciamo con l’ovvio.

Noi comunisti del Che fare siamo con quanti vogliono liberarsi di Berlusconi.

Con gli operai e i lavoratori "fissi" che hanno visto il binomio governo-Confindustria attaccare su tutti i fronti: articolo 18, pensioni, salari, orari, flessibilità, contratti nazionali, ecc. Con i lavoratori precari che con la legge 30 e con altre misure hanno visto ridursi ancor più al lumicino le speranze di poter un giorno accedere ad un’occupazione "stabile e sicura".

Con quanti hanno ... (continua)

 

Sommario del supplemento-elezioni 2006

Cosa promette Prodi, e cosa possiamo aspettarci realisticamente dal suo governo (pp. 2-3)

Da che parte sta la Confindustria? Banale: dalla parte dei padroni (p. 3)

Un'alternativa di classe è possibile, ma va perseguita da subito e in modo coerente (pp. 4-5)

Promemoria. Dagli "assaggi" dei governi di centro-sinistra del 1996-2001 agli affondi del Berlusconi 2001-2006 (p. 6)

Lettera. Un militante di Rifondazione e la crisi del suo partito (p. 6)

 

È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006)

del "che fare":

i fatti e i temi di questo numero,

Sommario

 

 

 

La Ferrandeide 

L'imperialismo soffia sul fuoco della jugoslavizzazione dell'Iraq: un articolo di S. Chiarini

 

Le vignette di Calderoli 

Non c’è bisogno di spendere parole su ciò che pensiamo di Calderoni e consimili, viste le leggi in materia di diffamazione. Qualcosa di essenziale va invece detto sulla vicenda delle vignette da lui esibite sulla sua padanissima t-shirt. Il senso comune che circola è che... (continua)

 

GRATTANDO LA VIGNETTA  

Le questioni sollevate dalla vicenda delle vignette oltraggiose del Profeta e dell’Islam, vicenda in gestazione da più di quattro mesi, si pongono e sono utilizzate dentro al più generale scontro in atto fra l’imperialismo occidentale e le accanite resistenze che ad esso oppone il mondo islamico. Sono un episodio... (continua)

La morte di Milosevic si inscrive nell’attacco pluridecennale condotto dai governi europei e statunitense contro le popolazioni della “ex”-Jugoslavia.

Un attacco approfonditosi negli anni ’80 con le pressioni sulla Repubblica Federativa perché aprisse i suoi territori al libero corso dei capitali e degli interessi occidentali, lanciati nella marcia di penetrazione verso l’Est e la Russia. Proseguito, poi, con le cure di austerità imposte dal Fondo Monetario Internazionale, che stesero al tappeto la fragile e disequilibrata economia della “ex”-Jugoslavia, spargendo i semi della divisione. Che ha completato la sua "opera umanitaria” fomentando la disintegrazione dell’unità statuale con le secessioni a catena di Slovenia, Croazia, Bosnia, Macedonia e Kossovo e con i bombardamenti su Belgrado e la Serbia (continua).

Sull'aggressione imperialista alla Jugoslavia e sulla lotta contro di essa si vedano nell'archivio del nostro sito i numeri speciali del "che fare" dell'aprile-maggio 1999 (n. 49) e del giugno-luglio 1999 (n. 50) ed, inoltre, il nostro libro "Jugoslavia: una guerra del capitale".

 

Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione

alla manifestazione contro l'attacco alla 194

di Milano del 14 gennaio 2006

 

Nei movimenti per la pace degli Usa e di Israele si comincia a vedere che dall'altra parte, in Palestina e in Iraq, non c'è il "nemico"...

Cindy Sheehan, intervista rilasciata a l'Unità (14 gennaio 2006)

Nurit Peled Elhanan, ebrea ed israeliana, a Strasburgo in occasione della giornata internazionale delle donne, l'8 marzo 2005

Sull'aggressione imperialista ai popoli e agli sfruttati del mondo musulmano e sulla battaglia politica per la costituzione di un fronte di lotta unitario tra le resistenze in Palestina e in Iraq (e nel resto del Sud del mondo) e i proletari dell'Occidente si vedano gli articoli pubblicati nel numero 65 del nostro giornale "che fare".

 

È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006)

del "che fare":

i fatti e i temi di questo numero

Sommario

 

 

La civiltà italiana s'irraggia nel mondo...

Bulgaria: due operaie uccise dal superlavoro

 

 

 

 

 

 

Il volantino diffuso dalla nostra organizzazione

alla manifestazione anti-tav 

di Torino del 17 dicembre 2005

 

È uscito il n. 65 (dicembre 2005-gennaio 2006)

del "che fare": i fatti e i temi di questo numero

Sommario

 

 

La lotta per il contratto metalmeccanici

e la lotta contro il governo

vanno unificate e radicalizzate!

 

Il nostro volantino all'assemblea nazionale

dei delegati metalmeccanici dell'11 novembre 2005

 

 

A Parigi brucia il mito dell’integrazione 

La rivolta delle periferie parigine, divampata a fine ottobre in seguito alla morte di due giovani immigrati inseguiti dalla polizia, occupa da giorni le pagine dei giornali e gli schermi televisivi. La cronaca degli avvenimenti è dunque abbastanza nota. In queste righe proviamo a trarre un primo breve bilancio dai fatti “francesi”... (continua)

 

 

L'indirizzo da cui è possibile scaricare il servizio Rai

sul bombardamento terroristico degli occupanti occidentali contro Falluja:

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/default_02112005.asp

 

Il nostro volantino alla marcia

della pace Perugia-Assisi dell'11 settembre 2005

 

 

Dalle e sulle manifestazioni del 24-26 settembre negli Stati Uniti per il ritiro delle truppe statunitensi dall'Iraq

All'indirizzo "http://www.indybay.org" è possibile scaricare filmati, fotografie e cronache delle manifestazioni.

La cronaca del Washington Post sulla manifestazione di Washington e l'intervento finale di Cindy Sheeman

La manifestazione di Seattle

 

 

L'attentato di Londra,

i lavoratori,

il movimento "no war"

 

(La  nostra presa di posizione del 12 luglio 2005)

 

Lettera di una figlia dell’Iraq al popolo britannico

"Questa lettera è diretta al popolo britannico, e particolarmente ai londinesi. Per molte ore voi avete vissuto momenti di angoscia e di orrore..."

 

  • Titolo a nove colonne di Libero, domenica 24 luglio 2005 (dopo le bombe ai villaggi turistici in Egitto):

"Noi in vacanza, loro in guerra", cioè "noi" occidentali, gente che come si dice "lavora e produce" e così facendo spinge innanzi progresso e civiltà, pensiamo a goderci l'agognata pausa di riposo dopo la tensione lavorativa, non vogliamo e non chiediamo altro che di essere lasciati in pace. ALTRI, i barbari sanguinari invece... (continua)

 

Intanto, la guerra infinita dei governi capitalisti d'Occidente continua anche contro il fronte interno, contro gli stessi lavoratori occidentali:

Dagli Stati Uniti  

Riportiamo alcuni interventi dagli Stati Uniti, dopo Katrina e in preparazione delle manifestazioni del 24 settembre 2005 contro gli "uragani interni ed esterni" che la finanza e lo Stato stellestrisce (i pilastri del capitalismo internazionale) stanno rovesciando sugli sfruttati del mondo musulmano e sugli sfruttati degli Stati Uniti

L'appello di Cindy Sheenan

L'appello di Answer di convocazione della giornata del 24_9_2005

Alcuni articoli da Znet sulle cause e gli effetti sociali e politici dell'uragano Katrina:

L'intervento da New Orleans di un veterano del Black Panther e del Green Party

L'intervento "umanitario" delle forze dell'ordine a New Orleans e il trattamento riservato alle donne

Un marine scrive a www.militaryproject.org

La Casa Bianca rifiuta l'aiuto offerto da Cuba e dal Venezuela.

Il rapporto di Answer da New Orleans

Dal congresso del sindacato Afl-Cio degli Stati Uniti: la mozione sulla guerra in Iraq presentata dall' USLAW e la mozione votata dal congresso

 


Dopo i referendum francese e olandese

sulla costituzione europea:

un nostro volantino

 

 

 

Genova, quattro anni dopo

Il bilancio del console dei portuali di Genova: un'intervista a Paride Batini

L'imperialismo stringe l'assedio attorno all'Iran.

Crescono in tutto il Medioriente (e oltre) i preparativi dell’aggressione che l’imperialismo, Stati Uniti in testa, intende portare all’Iran.

I diktat inviati via Libano contro la Siria, gli ami lanciati alla direzione del movimento degli Hezbollah, il piano di Tel Aviv di “ritiro” da Gaza, gli abboccamenti effettuati dalle forze di occupazione dell’Iraq verso i settori baathisti della resistenza, l’apertura dell’oleodotto Baku-Ceyhan bypassante il territorio russo, gli incoraggiamenti all'Egitto e all'Arabia Saudita affinché ritocchino il proprio tasso di democraticità con un po' di lifting, persino il viaggio a Washington dei dirigenti del "lontano" Vietnam ... sono le ultime mosse con cui le centrali imperialiste stanno tentando di isolare l’Iran dagli stati e dalle masse lavoratrici dell’area per costringerlo a capitolare attraverso il cavallo di troia degli strati borghesi filo-occidentali iraniani oppure con la guerra aperta.

A dettarle non è la cattiveria di qualche governante. È il corso del capitalismo mondiale, l'aggravamento della sua crisi storica, l’esigenza dei grandi poteri imperialisti di fare i conti con la Cina e con chi, l’Iran, minaccia nel mondo islamico di far blocco con la Cina, di offrirle le sue risorse petrolifere, di favorire l’innesco nell’area di uno scontro di classe con le potenze neo-coloniali dell’Occidente di cui diventino protagonisti i proletari e le masse diseredate. 

Ne abbiamo discusso tante volte in questi anni, da ultimo nell’articolo del numero 64 del giornale che fare. Ecco il senso guerrafondaio e neo-coloniale della ritrovata intesa di “pace” tra gli Stati Uniti e le potenze capitalistiche europee.

In alcune di queste mosse le centrali imperialiste sono costrette a operare un compromesso con alcune delle organizzazioni attraverso le quali si esprime la resistenza antimperialista delle masse lavoratrici in Libano, in Palestina e in Iraq. L’obiettivo è quello di dare l'impressione agli sfruttati dell'area che nel Medioriente di Bush, Berlusconi, Chirac e Schroeder essi possano trovare una speranza così che i terroristi che siedono a Washington e nelle capitali europee possano costruire un cordone sanitario attorno all’Iran e piegarlo. E dopo, tornare a finire di regolare i conti con gli sfruttati della Palestina, dell'Egitto, dell'Iraq...

Le borghesie dell’area, come già accaduto con Sistani in Iraq, hanno le loro ragioni di classe per aspettarsi dei ritorni da simili intese. I proletari e i diseredati hanno invece interesse a denunciarne la finalità e a sentirsi parte in causa nell’aggressione che si prepara contro gli sfruttati iraniani e contro l’Iran.

Il nuovo capitolo della guerra infinita di Bush, di Blair, di Berlusconi, di Chirac e di Schroeder è rivolto, come i precedenti, anche contro i lavoratori dell’Occidente: esso marcia insieme all’incrudirsi dell’attacco capitalistico contro il proletariato delle metropoli.

Ancora una volta la possibilità di opporsi a questa politica guerrafondaia e anti-proletaria sta nello sviluppo di un movimento di lotta comune tra i proletari occidentali, i lavoratori immigrati in Occidente e le masse lavoratrici del mondo islamico e dell’intero Sud ed Est del mondo. La tenacia della resistenza in Iraq, la pressione esercitata dagli sfruttati iraniani nelle recenti elezioni sia contro i piani imperialisti che contro la borghesia interna, l'attivismo e le lotte dei proletari latinoamericani, la crescente polarizzazione in corso negli Stati Uniti, gli umori proletari emersi nelle recenti elezioni in vari paesi europei mostrano che non mancano i coefficienti per la messa in campo di un simile movimento di lotta internazionale e internazionalista.

Quello che va messa in campo è la presenza di un'organizzazione e di un programma comunisti ed internazionalisti in grado di favorire la tessitura di una rete di collegamento e di socializzazione delle lotte e l'affermazione in essa di un orientamento di classe.

 

 

 

 

La preparazione della guerra imperialista all'Iran avanza...

 

La guerra "esterna" dell'imperialismo impulsa e richiede la continuazione della sua guerra "interna".

Per l'imperialismo, però, non tutto fila liscio come l'olio...